MPS: interrogato a Siena l’ex dg Vigni, sequestrati 40 milioni

Quaranta milioni scudati messi sotto sequestro dalla Gdf, Mussari e Vigni, rispettivamente ex presidente ed ex dg del Monte dei Paschi, indagati a Siena per manipolazione del mercato e falso in prospetto. Le ultime su Rocca Salimbeni parlano di un altro filone d'indagine e la banca più antica del mondo è sempre più nella bufera. Ieri gli ispettori del Tesoro hanno cominciato a passare al setaccio anche bilanci del Comune di Siena dal 2004 al 2011, qui non si ha notizia di indagati, si parla di normali controlli.

La procura senese ha iscritto nel registro degli indagati anche tre membri del collegio sindacale dell’istituto di credito nell’anno 2008, tra cui il presidente Tommaso Di Tanno per le ipotesi di reato di ostacolo alle funzioni delle autorità pubbliche di vigilanza.

L’inchiesta e gli interrogatori - Secondo il pubblico ministero Di Tanno:

“nella comunicazione inviata il 3 ottobre 2008 alla Banca d'Italia (...) concernente l'operazione di rafforzamento patrimoniale collegata all'acquisizione di banca Antonveneta riguardante l'aumento di capitale di 1 miliardo riservato a JP Morgan (...), per ostacolare l'esercizio delle funzioni di vigilanza esponeva fatti materiali non rispondenti al vero (ancorché oggetto di valutazioni) sulla situazione patrimoniale della Banca Mps”.

Per l’accusa Di Tanno a Bankitalia avrebbe detto il falso comunicando che l'operazione Antonveneta realizzava:

"nel suo complesso il pieno e definitivo trasferimento a terzi del rischio d'impresa per quanto attiene sia al capitale, sia alla remunerazione annuale, replicando quindi gli effetti economici delle azioni".

Ieri davanti agli inquirenti l’ex direttore generale di Monte dei Paschi Antonio Vigni, ha minimizzato il suo ruolo nell’operazione Antonveneta e quindi nello scandalo derivati, dicendo che lui si occupava solo del commerciale. I pm gli contesterebbero però anche d’aver ostacolato l’autorità di vigilanza indirizzando a Bankitalia missive, a sua firma, contenenti false informazioni.

Vigni come Giuseppe Mussari sommano alle nuove accuse quelle di associazione a delinquere per truffa ai danni della banca. Il responsabile dell’area finanza di MPS a Londra era allora Gianluca Baldassari che allo stato non si sa dove sia. Secondo il suo legale, l’avvocato Flippo Dinacci, non è vero che è irreperibile, ma solo “fuori sede”.

“Il mio assistito si trova fuori sede per un impegno programmato da tempo e rientrerà lunedì prossimo”.

E tra gli indagati dalla procura di Siena, si è appreso ieri, c’è anche l'ex-direttore finanziario Marco Morelli, oggi a capo di Merrill Lynch, per ostacolo all'autorità di vigilanza.

I 40 milioni scudati - Ieri la Gdf ha messo sotto chiave con 5 sequestri un totale di 40 milioni di euro tra soldi contanti e titoli disseminati in diverse banche e fiduciarie che sarebbero riferibili a più soggetti, tutti ex dirigenti di Monte dei Paschi.

Oggi in una caserma della Guardia di Finanza a Roma, i magistrati della procura di Siena incontreranno i colleghi capitolini per tirare le somme sulle indagini fin qui svolte.

Il Cda - Sempre ieri il consiglio di amministrazione di MPS ha stimato in 730 milioni circa le perdite sui contratti derivati che la banca senese ha acceso per finanziare l'acquisizione di Antonveneta. L'ormai nota operazione Santorini ha impattato sui conti di Monte dei Paschi al 31 dicembre scorso per una somma pari a 305 milioni, l’impatto dell’altro derivato Alexandria è di 273 milioni; le perdite potenziali di Nota Italia sono uguali a 151,76 milioni.

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