Pirateria digitale: il discutibile rapporto del Parlamento italiano


Il Parlamento italiano non è ancora stato chiuso. La Commissione parlamentare di inchiesta sulla contraffazione e la pirateria commerciale, ad esempio, ha presentato in questi giorni la sua relazione conclusiva.

Io non capisco perché si unisca in un solo tema due fenomeni molti diversi come la contraffazione e la violazione del copyright digitale. E capisco ancora meno certe affermazioni della Commissione.

Prendendo per buono quello che dicono le associazioni che difendono il diritto d'autore, si quantificno i danni della pirateria multimediale in 500 milioni di euro. Cifra ottenuta immaginando che chi ha scambiato musica attraverso download illegali, se non ci fosse questa possibilità, comprerebbe i relativi cd al prezzo di monopolio imposto dalle major musicali - improbabile.

Una forzatura - per non dire di peggio - della fondamentale legge della domanda: la quantità acquistata aumenta all'aumentare del prezzo... Studi come quello della fondazione Einaudi del 2006, o del governo olandese nel 2009, indicano che l’industria dell’intrattenimento nell'ultimo decennio è cresciuta.

Il fatturato del settore musicale è cresciuto di più del 20% tra il 2005 ed il 2010, mentre il settore dei videogames ha addirittura quadruplicato il suo valore tra il 2000 ed il 2010. Difficile affermare che senza la pirateria i due settori sarebbero cresciuti ancora di più...

La Commissione dà però il meglio di sé quando afferma che sarebbe auspicabile un vero e proprio blocco del sito internet operato dagli internet service provider su richiesta di chi afferma che stia ledendo i diritti intellettuali di qualcuno. Lo stesso dovrebbe fare google per i risultati di ricerca che porterebbe ad uno di questi siti...

Non ci sarebbe bisogno dei magistrati... Immaginatevi se queste disposizioni si trasformassero in legge. Non si risolverebbe nulla per quanto riguarda la pirateria, ma certo si creerebbero infiniti contenziosi, tra siti oscurati, provider e soggetti denuncianti presunte violazione del copyright...

E tutto questo per salvaguardare essenzialmente delle industrie straniere, visto che gran parte di quella proprietà intellettuale appartiene ad aziende Usa. La Commissione ha dimenticato di rilevare che la pirateria digitale ha sicuramente un effetto positivo sulla nostra bilancia dei pagamenti - se si ammette che ha ridotto le entrate delle industrie dell'intrattenimento -: ha ridotto le nostre importazioni.

E anche non ammettendo le ipotesi dei difensori del copyright, bisogna considerare che la pirateria digitale porta un guadagno di benessere nella forma di accesso espanso a beni di valore.

Ovviamente i membri della Commissione, auspicano che anche nella prossima legislatura continui il lavoro della Commissione. Se è per lavorare così...

Secondo l’Onorevole Deborah Bergamini, vicepresidente della Commissione “l’istituzione della commissione d’inchiesta sulla contraffazione” è stato uno degli atti politici più rilevanti di questa legislatura”.
Al lettore peraltro non resta che sperare che nella prossima legislatura gli atti politici siano suffragati da adeguato riscontro documentale.

dal Fatto quotidiano

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