Figli: gioia e dolori

Avere figli è un passo importante per due genitori, non solo perché dà molta gioia ma anche perchè implica molte responsabilità e spese non indifferenti. Chi decide di allevare pargoletti dovrà fare i conti con il proprio portafoglio in quanto, con l’euro, i prezzi dei beni sono aumentati notevolmente e crescere dei bambini comporta una spesa non indifferente. Il genitore italiano è disposto al sacrificio nel momento in cui fanno ingresso in famiglia dei bimbi e sono pertanto disposti a pagare per tutto ciò che occorre al nascituro.
Ma quanto costa mantenere un figlio?
Già nel primo anno di vita le spese che si affrontano non sono poche e rispetto al 2006, l’anno corrente ha visto un rincaro dei prezzi, infatti, quest’anno le spese sono aumentate di 1.500 euro in più rispetto l’anno precedente. Il primo anno di un neonato dunque richiede beni di prima necessità, quali vestiario, accessori come fasciatoio, carrozzina, passeggino, culla, lettino, seggiolone auto, seggiolone per la pappa, ciuccio, biberon, scaldabiberon e molto altro. Poi ci sono prodotti sanitari, le visite mediche e i farmaci. Ma arriva anche il momento in cui il piccolo interrompe l’allattamento e subentra un altro tipo di spesa, quella alimentare: le prime pappe, gli omogeneizzati, il latte in polvere e i biscotti. Il totale della spesa è di 5.183 ovvero il 13% in più rispetto l’anno 2006 quando la spesa era di 4.600 euro. (Indagine condotta da Federconsumatori). Questo costo rimane più o meno lo stesso fino ai sei anni di vita del bambino.

Se nel primo anno di vita si spendono solo (!)5.183 euro, le spese aumentano con l’avanzare degli anni, quando i piccoli cominciano ad andare a scuola: libri di testo, materiale specifico per alcune materie, lo sport, il dentista e tutte le visite mediche, le festicciole degli amichetti e molto di più. Si arriva così al periodo delle scuole medie inferiori e il pargoletto si è trasformato in un adolescente, con la voglia di scoprire, di conoscere. Dunque, alle spese già presenti in età scolare ne vanno sommate delle ulteriori: il capo all’ultima moda, il cellulare, altre visite mediche specifiche dell’età adolescenziale e per finire la paghetta mensile o settimanale.

Il periodo delle scuole medie superiori inevitabilmente vede una spesa ulteriore legate all’esigenze e capricci che l’età comporta: il make up, il vestito di marca, i primi soggiorni all’estero per imparare una lingua, le vacanze con gli amici, la patente, il motorino e per molti anche la macchina.

Ma la spesa più grossa arriva con l’università: se il figlio decide di proseguire gli studi e dunque frequentare l’università, la spesa diventa importante. La scelta dell’ateneo influisce indubbiamente sul portafoglio: privato può richiedere una spesa anche di 9.000 euro all’anno. Statale costa certamente meno ma non è privo di costi. A questo aggiungiamo il costo dei testi e le spese per pranzare fuori.

A conclusione di queste poche righe non restano dubbi: più figli si fanno e più costano. In Italia i nuclei familiari con più di tre figli sono chiaramente in minoranza ma non mancano. Ma qual è il loro segreto? Quali sacrifici sono disposti a fare?

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