Saipem: cosa fa e come funziona la società Eni

La Saipem è nata nel 1956  per realizzare infrastrutture nel settore degli idrocarburi - ovvero ricerca nuovi giacimenti, costruisce pozzi petroliferi, oleodotti e raffinerie. Ha aumentato la sua offerta con l'acquisizione nel 2006 della Snamprogetti. E' controllata dall'Eni, che possiede il 42,9% del capitale - per fare qualche paragone il secondo maggiore azionista sarebbe il Massachussetts Financial Services Company con il 2,016%.

Questo è solo uno dei tanti fondi di investimento che detengono quote della società acquisite dai risparmi che gestiscono. L'azionista di riferimento dell'azienda del cane a sei zampe è il Ministero dell'Economia e delle Finanze, che ne detiene direttamente una quota di poco superiore al 20% - esattamente il 20,321% - ed indirettamente, tramite la Cassa Depositi e Prestiti, una quota del 9,999%.

Saipem è operativamente autonoma da Eni: la multinazionale italiana è solo il quinto cliente della società. Usufruiscono dei servizi di Saipem pure alcuni colossi del settore come Total, British Petroleum - oltre a Sonatrach, l'Eni algerina.

L'autonomia di Saipem si rispecchia anche nella composizione del consiglio d'amministrazione: la controllante esprime solo due consiglieri - uno ovviamente è l'amministratore delegato.

Questo non deve far dimenticare che è stata l'Eni a sollecitare la Saipem per avviare un cambio ai vertici dopo le notizie sulle informazioni di garanzia inviate dai magistrati milanesi.

Cosa potrà succedere alle azioni Eni o Saipem? Sulla controllante la vicenda non dovrebbe avere grande peso, al massimo si parla di un danno reputazionale. Per Saipem i discorsi sono più complessi, ma potrebbe anche finire col pagare una multa salatissima - comunque l'azienda ha chiuso il 2012 con un utile netto di un miliardo di euro...

Anche per questo le azioni della Saipem sono scese negli ultimi giorni di un terzo del loro valore. E solo 7 case d'affari su trenta consigliano l'acquisto di questo titolo...

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