Crisi, Federalberghi: «mai un inizio d’anno così negativo»

Gennaio nero per gli albergatori italiani che denunciano un inizio d'anno negativo come non si era mai visto. Rispetto allo stesso periodo del 2012 sono infatti crollate le presenze degli italiani (-9,6%) e sono calati anche gli arrivi dei turisti stranieri (-1,1%). Lo rende noto la maggiore associazione di categoria, Federalberghi, che commenta i dati del monitoraggio mensile della federazione. Dopo la parentesi legata alle festività natalizie i venti di crisi sono tornati insomma a spirare forte anche sul settore alberghiero con conseguenti e pesanti ricadute sull’occupazione scesa in totale del 5,4%: -4,5% di lavoratori a tempo indeterminato e -7% d quelli a tempo determinato.

Il presidente di Federalberghi Barnabò Bocca invita le forze politiche in corsa per le elezioni ad indicare nei loro programmi i provvedimenti necessari per far fronte alla situazione:

servono subito interventi e proposte serie dai partiti. Il 2013 parte in modo estremamente preoccupante per uno dei pochi settori che continua a produrre giro d'affari e occupazione.

Federalberghi, dal canto suo, si impegnerà varando:



iniziative promozionali per garantire maggiori flussi turistici, corsie preferenziali di credito per assicurare quella liquidità indispensabile allo svolgimento dell'attività imprenditoriale e misure specifiche sul mercato del lavoro. Il tutto sotto il coordinamento di un ministero del Turismo con portafogli.

E se nel 2012 per Confcommercio si è registrata la maggiore contrazione dei consumi degli ultimi cinquanta anni, il 2013 non promette nulla di buono. Nell’anno trascorso:

Tutte le principali voci di consumo, in termini procapite, hanno registrato un segno meno, con un picco per il comparto mobilità e comunicazioni (-7,3%) e per viaggi e vacanze (-6,3%).

Se si allarga il discorso agli ultimi venti anni:

l'andamento della spesa per abitante, in termini di quantità, registra, nel complesso, un incremento estremamente contenuto pari ad un tasso medio annuo di appena lo 0,5%; guardando alle singole voci di consumo, tuttavia, i beni acquistati sotto forma di tecnologia, come Tv, elettronica di consumo, telefonia risultano quadruplicati dal 1992 ad oggi, il consumo di beni/servizi per la salute si è accresciuto del 67%, i pasti al ristorante del 27%; in calo l'alimentazione domestica (-5%), abbigliamento e calzature (-8%); insomma, in un quadro di generale e prolungata stagnazione della domanda interna, si assiste ad una ricomposizione delle abitudini di consumo di un Paese che invecchia e che consuma sempre meno beni e servizi primari ma che non vuole rinunciare al tempo libero e alla tecnologia.

Secondo i risultati dell'aggiornamento del Rapporto Consumi 2012 dell'Ufficio studi di Confcommercio la crisi economica nel 2012 ha riportato il Pil Italiano indietro di oltre 10 anni e ciò non poteva non riflettersi in un drastico calo generalizzato dei consumi: -4,0%.

Foto © Getty Images - Tutti i diritti riservati

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