Bonus rottamazione in bilico sul 2008

Curious George di H. A. & Margret E. Rey Ci sarà o non ci sarà, questo il dilemma… a poche ore dall’approvazione definitiva della nuova finanziaria l’incertezza regna sovrana sul tema degli incentivi alla rottamazione auto inquinanti.
Una piccola certezza però si profila all’orizzonte normativo: non verrà inserito nel decreto milleproroghe in approvazione al Parlamento, bensì si ipotizza l’inserimento del provvedimento di ratifica in un decreto di fine anno.

Uscito dal cappello magico delle camere il testo dovrebbe contenere un pacchetto di incentivi per la riduzione alle emissioni inquinanti. Osteggiato però dai verdi nella persona stessa di Pecoraro Scanio (v. articolo) per poter ottenere larghi consensi il pacchetto dovrebbe confermare contributi agli acquisti di auto di piccola cilindrata con emissioni di CO2 fino a 140 grammi per chilometro, oltre ad introdurre un contributo in natura (l'abbonamento ai mezzi pubblici) a chi rottama e non acquista.

A monte della poca compattezza della maggioranza sul provvedimento anche gli scarsi margini economici di intervento. Di certo la mancata ratifica degli incentivi rappresenta un segnale negativo per l’industria automobilistica italiana, subito recepito dalla Borsa dove le azioni della Fiat hanno subito una brusca frenata nella giornata di ieri.

Nel frattempo a Bruxelles scendono in campo rigide sanzioni ai costruttori che realizzino autovetture non rispondenti agli standard “ecologici”. Si parla in questi giorni di multe di 20 euro per ogni grammo di CO2 eccedente il limite massimo fissato dall’Unione. Inutile dire che la lobby delle case automobilistiche è in fermento: se Italia e Francia spingono sul maggiore ecologismo delle vetture la Germania pone il veto a difesa di interessi tutti nazionali. Certo preservare la natura comporterà costi aggiuntivi per i consumatori che, stando alle stime di Dimas, commissario europeo per l’ambiente, pagheranno in media 1.300 euro in più per l’acquisto di un auto.

Il bonus rottamazione, creatura di un Bersani alla prima leislatura, avrebbe subito diverse metamorfosi durante le ultime settimane. La proposta di modifica iniziale prevedeva infatti settecento euro (anziché ottocento) per l’acquisto di una vettura Euro4 o Euro5 a fronte della demolizione di una Euro0, Euro1 o Euro2 immatricolata prima del primo gennaio 1999. La limatina all’incentivo, sarebbe stata compensata dall’estensione delle agevolazioni per le auto Euro2. All’incentivo si sarebbe dovuta affiancare inoltre l’esenzione dal bollo di circolazione per due anni se l’auto rottamata è Euro0 o di un anno negli altri casi.

Il bilancio dell’incentivo erogato nel 2007 non è stato del tutto positivo nonostante le buone intenzioni del governo: invece di stimolare la conversione in impianti di carburazione a Gas o l’acquisto di auto a minor impatto ambientale si è infatti solamente stimolato l’acquisto di auto nuove spesso a gasolio, che rilasciano nell’atmosfera meno CO2 ma più polveri sottili, nonostante l’azione dei filtri antiparticolato. Le auto a gasolio infatti oltre al notorio PM10 (materiale particolato con un diametro pari o inferiore ai 10 micron) rilasciano particelle più sottili ancora, non filtrabili dalle attuali tecnologie.

  • shares
  • +1
  • Mail