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Credito al consumo, le banche alla resa dei conti!

Pubblicato: 20 dic 2007 da Dust

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Credito al consumo Le banche italiane? Applicano ai prestiti il Taeg più alto d’Europa, è questa l’allarmante verità denunciata sulle pagine del sole 24 Ore di oggi.

Un fenomeno in netta espansione quello del credito al consumo in Italia che rappresenta ad oggi il 5,8% del Pil nazionale, ma intravede ancora ampi margini di crescita se si considera il 16,5% della Gran Bretagna. La radicata propensione al risparmio degli Italiani costituisce certo un collo di bottiglia per il ricorso al finanziamento rateale, che sfondate le prime resistenze inizia, però, a fare breccia anche nei cuori delle formichine più incallite.

La diffidenza culturale all’indebitamento dei risparmiatori italiani sposta le preferenze su istituti di credito nostrani e convoglia la richista di finanziamenti sugli investimenti immobiliari (mutui). Sarebbero infatti 4 i gruppi bancari (3 dei quali italiani) che si spartiscono una torta da 85 miliardi di euro. Intesa-Sanpaolo, Unicredit, Mediobanca e Santander sono i più gettonati sul fronte del credito al consumo, in larga parte per prestiti sui mutui, sebbene, lo vogliamo sottolineare, non si tratti un successo meritato. Il Taeg (Tasso annuo effetivo globale) applicato sulle attività di credito al consumo nel 2006 infatti si è attestato nel nostro paese su una media del 9,3% contro l’8,2% del resto d’Europa.

Stessa politica è stata applicata nel caso dei mutui dove si riscontra un Taeg medio al 5,4% contro il 4,9% dei vicini comunitari.

Che cos’è il Taeg?

Si tratta di un tasso virtuale che contabilizza il costo complessivo di un credito – finanziamento – erogato da banche o finanziarie.

Oltre al rimborso del capitale e a quello degli interessi pattuiti, nel TAEG sono incluse:

  • Le spese di istruttoria e apertura della pratica di credito;
  • Le spese di riscossione dei rimborsi e di incasso delle rate, se stabilite dal creditore (es. le spese per il pagamento a mezzo RID);
  • Le spese per l’assicurazione o le garanzie, imposte dal creditore, intese ad assicurargli il rimborso totale o parziale del credito in caso di morte, invalidità, infermità o disoccupazione del consumatore;
  • Il costo dell’attività di mediazione svolta da un terzo, se necessaria all‘ ottenimento del credito;
  • Le altre somme (eventualmente) contemplate dal contratto.

E’ quindi un utile strumento di raffronto sulla convenienza dei vari finanziamenti offerti dalle banche.

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1 commento

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  • mozart77

    21 ago 2008 - 13:02 - #1
    0 punti
    Up Down

    Messaggio rivolto ai possessori di carte di credito Santander. Sono un cliente Santander e mi è appena stato comunicato un aumento del tasso giustificato dall’aumento dei tassi della BCE. Avendo avuto un problema con la domiciliazione che ha fatto saltare il pagamento di una rata (ho una carta revolving) ed essendo giunta questa comunicazione di aumento del tasso dopo poche settimane da quel problema, ho il sospetto che le due cose siano collegate. Pertanto, vorrei sapere da altri clienti se è davvero un aumento generalizzato o se è un metodo che Santander adotta nei confronti di clienti morosi (non mi ritengo tale visto che ho contattato subito la Santander per risolvere l’incidente, però questa è la terminologia usata).
    Nel secondo caso si tratterebbe di un comportamento scorretto che potrebbe essere denunciato alle autorità.
    Contattatemi a questo indirizzo mail: mozart@email.it.
    Grazie