Precari, Cgil: con la riforma Fornero stabilizzati solo il 5%

La Cgil (torna) all’attacco della riforma del lavoro del ministro Elsa Fornero. Secondo un sondaggio del sindacato italiano con il maggior numero di iscritti da quando sono entrate in vigore le nuove norme soltanto il 5% dei precari è stato stabilizzato; al 27% di questa tipologia di lavoratori non è stato nemmeno rinnovato il contratto e il 22% dopo la riforma è più precario di prima. Ad avere maggiori tutele solo il 4% dei lavoratori.

Dal sondaggio online dei giovani della Cgil, a cui hanno partecipato 500 persone, viene fuori che la situazione dei precari dopo la riforma non è di sicuro migliore, a voler essere buoni è rimasta sostanzialmente invariata. Lo studio ricorda che negli ultimi tre anni sono 1,5 milioni i lavoratori a progetto rimasti senza contratto e che non possono nemmeno accedere né alla nuova assicurazione sociale per l'impiego, l’Aspi, né alla mini Aspi. Per loro non esistono ammortizzatori sociali. Altro che riforma inclusiva.

Per Ilaria Lani, responsabile nazionale politiche giovanili della Cgil:


Questi dati confermano purtroppo quanto avevamo già da tempo segnalato. In una fase di recessione la riforma del mercato del lavoro non può avere di per sé effetti positivi sulla qualità dei rapporti di lavoro, in particolare se non accompagnata da incentivi alla stabilizzazione o da politiche di sostegno allo sviluppo. Inoltre la riforma Fornero, lasciando intatto il supermarket delle tante tipologie contrattuali, ha favorito l'utilizzo di contratti meno tutelanti.

La Cgil ha anche effettuato sondaggi specifici per singola tipologia contrattuale: per chi ha un contratto a tempo determinato il non rinnovo arriva al 38%, per i lavoratori a progetto al 23% e per le partite Iva al 22%. Sono il 3% dei lavoratori a progetto è passato al contratto di apprendistato.

Foto © Getty Images

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