Class action all’italiana

Paul Biddle - "Blind Justice"Un successo anticipato da alterni malumori e ricorrenti denuncie su disservizi telefonici, tranviari e quant’altro. Insomma accolta a furor di popolo la class action entra a far parte a pieno regime del sistema legislativo nostrano in materia di tutela del consumatore con un’azione risarcitoria contro Trenitalia. Il casus belli in questione è l’Eurostar 9354 bloccato per oltre 12 ore nella tratta tra Lecce e Roma. Le associazioni consumatori avrebbero dunque raggiunto un accordo con l’azienda tranviaria per un risarcimento di 800 euro piu’ il rimborso del prezzo del biglietto per ogni passeggero rimasto bloccato.

Class action a stelle e strisce

Pratica largamente diffusa negli Stati Uniti la class action tutela i diritti di molti cittadini attraverso la rappresentanza comune di un soggetto prescelto e la spartizione delle spese legali.
Nel sistema americano, dove e’ consentito il cosiddetto “patto di quota lite” (parcella degli avvocati proporzionale al risultato conseguito), di solito tutte le spese della causa sono anticipate dallo studio legale che cura il contenzioso, incluse le spese necessarie - per esempio - per perizie o trasferte dei testimoni. Solo in caso di vittoria lo studio legale potrà recuperare le proprie spese ed incassare gli onorari per il lavoro svolto.
Nell’ordinamento statunitense, i soggetti della medesima classe possono decidere di esperire una loro propria azione individuale così contestualmente chiedendo di non avvantagiarsi dell'azione altrui: esercitano, cioè, il cd. opt-out right.

Se, invece, decidono di avvantaggiarsi dell’azione collettiva, è sufficiente che rimangano inerti: un modello esattamente inverso a quello sposato dal legislatore italiano in cui è richiesto, da parte del consumatore che voglia aderire agli effetti dell’azione, un atto di adesione espresso.

E in Italia?

Previsto dall’art. 2, comma 445 della Finanziaria 2008 appena approvata dalle camere, l’azione collettiva risarcitoria si innesta sul previgente Codice del Consumo con le seguenti modifiche ed integrazioni:

A rappresentanza della parte lesa potranno essere nominate le associazioni dei consumatori e degli utenti rappresentative a livello nazionale (ex art. 137, comma I, CdC) iscritte nell’apposito elenco presso il Ministero delle attività produttive o, alternativamente, le associazioni e comitati che sono adeguatamente rappresentativi degli interessi collettivi fatti valere (art. 140-bis, comma II, CdC).

Alla prima udienza il tribunale, sentite le parti, il giudice si potrà pronunciare sull'ammissibilità della domanda. La domanda è dichiarata inammissibile quando:


  • è manifestamente infondata,

  • sussiste un conflitto di interessi,

  • il giudice non ravvisa l'esistenza di un interesse collettivo suscettibile di adeguata tutela ai sensi dell’art. 140-bis CdC

Se accoglie la domanda, il giudice determina i criteri in base ai quali liquidare la somma da corrispondere o da restituire ai singoli consumatori o utenti che hanno aderito all'azione collettiva o che sono intervenuti nel giudizio.
La sentenza che definisce il giudizio fa stato anche nei confronti dei consumatori e utenti che hanno aderito all'azione collettiva. È fatta salva l'azione individuale dei consumatori o utenti che non aderiscono all'azione collettiva, o non intervengono nel giudizio promosso.

La camera di conciliazione

Il giudice ha inoltre facoltà di determinare la somma minima da corrispondere a ciascun consumatore o utente.
Nei sessanta giorni successivi alla notificazione della sentenza, l'impresa propone il pagamento di una somma, con atto sottoscritto, comunicato a ciascun avente diritto e depositato in cancelleria. La proposta in qualsiasi forma accettata dal consumatore o utente costituisce titolo esecutivo (v. articolo).
Se l'impresa non comunica la proposta entro il termine di legge o non vi è stata accettazione nel termine di sessanta giorni dalla comunicazione della stessa, il presidente del tribunale competente costituisce un'unica camera di conciliazione per la determinazione delle somme da corrispondere o da restituire ai consumatori o utenti che hanno aderito all'azione collettiva o sono intervenuti e che ne fanno domanda.

La camera di conciliazione è composta da un avvocato indicato dai soggetti che hanno proposto l'azione collettiva e da un avvocato indicato dall'impresa convenuta ed è presieduta da un avvocato nominato dal presidente del tribunale tra gli iscritti all'albo speciale per le giurisdizioni superiori. La camera di conciliazione quantifica, con verbale sottoscritto dal presidente, i modi, i termini e l'ammontare da corrispondere ai singoli consumatori o utenti. Il verbale di conciliazione costituisce titolo esecutivo.

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