Salario all’italiana, tanto lavoro e poca grana!

Salari Italia Sembra affetto da nanismo cronico lo stipendio all’italiana. Salari bassi in progressiva erosione, questa l’Italia del lavoro. Oltre ad essere gli ultimi in Europa per quanto riguarda gli stipendi, i salari nostrani stanno subendo una graduale erosione a fronte di una media alta di ore lavorative. L’indagine Mercer (società di investment consulting) prende come campione di confronto quattro categorie di lavoratori, operaio, impiegato, quadro e manager mostrando come la differenza di stipendio tra i diversi stati può arrivare fino a 15 mila euro netti in meno. Per esempio, in Italia un impiegato percepisce un salario lordo annuo di 21.671 euro mentre un impiegato spagnolo ne percepisce 26.261 euro e un tedesco 33.598 euro.

Non è finita qui però. Ad erodere i salari l’allarmante quadro del mercato energetico: sale il greggio e diminuiscono i salari, due pesi con la stessa misura inflattiva. Tensioni internazionali e crisi energetiche iniziano a corrodere lentamente ma sempre più vistosamente il potere d’acquisto dei salari nostrani, questo quanto emerso dalle ricerche di Nomisma e Fonazione Edison. Secondo il Codacons il contraccolpo del caro petrolio costerà alle famiglie italiane 450 euro all’anno.

Dice la sua anche Adnkronos con un’indagine (rielaborazione su dati ufficiali Istat) secondo cui le retribuzioni da lavoro dipendente non sarebbero al passo con l'inflazione. L’andamento della capacità di spesa degli italiani con un reddito fisso al 31 dicembre 2007 sarebbe dunque in netto calo.
Su 13.000 euro annue, 1.000 euro nette per tredici mensilità, rispetto a dicembre 2006 si sono perse 250 euro l'anno, che diventano 1.395 rispetto al dicembre del 2002.

Rientra nel trend generale degli ultimi 5 anni la perdita di potere d’acquisto salariale denunciata dalle varie agenzie: -1,9% rispetto all'anno scorso, -3,8% rispetto al 2005, -5,8% sul 2004, -8% sul 2003, -10,7% sul 2002. In termini assoluti, in un anno la riduzione registrata è di 250 euro l'anno per chi guadagna 1.000 euro al mese, di 496 per chi ne guadagna 2.000, di 763 per chi ne guadagna 3.000, di 1048 per chi ha un reddito mensile netto di 5.000 euro.

Rispetto a cinque anni fa, chi guadagna 1.000 euro al mese, e quindi può contare su 13.000 euro l'anno, ha visto ridursi il proprio potere di acquisto di 1.395 euro; chi ne guadagna 2.000 (26.000) di 2.794 euro; su 3.000 euro mensili (39.000 l'anno) la perdita del potere di acquisto è stata pari a 4.187 euro; su 5.000 euro (65.000) di 6976.

Da ricordare che stando all'ultima indagine Istat sui dati del 2005 relativi all'Europa del lavoro, l'Italia si colloca al quinto posto per numero di ore settimanali (38,1 ore ) dopo Grecia (41,9 ore), Austria (38,7), Spagna (38,6)e Portogallo (38,4).
All'estremo opposto, con una settimana lavorativa di gran lunga inferiore alla media Ue15, si trova un gruppo di paesi del nord Europa.

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