Il caro benzina che piace allo stato

Caro benzina Un altalena in pieno slancio quella che sta portando il petrolio a quota 100 dollari al barile. Il primo e non trascurabile effetto di questa impennata dei prezzi è il rincaro di energia, combustibili e prodotti derivati. Una stangata di inizio anno che costerà alle famiglie 450 euro annui, tra carburanti (160 euro), bollette (100 euro), riscaldamento (140 euro) e trasporti (50 euro).

Se intervenire sugli instabili equilibri geo-politici internazionali non è poca cosa, abbassare l’Iva sul carburante potrebbe essere un semplice quanto proficuo passo avanti verso le ristrettezze in cui versano i cittadini. Questa la provocazione lanciata dall’Unione Nazionale Consumatori secondo cui i rincari dei carburanti comportano un ulteriore rincaro dovuto proprio all’IVA e un maggiore incasso imponente per l’erario.

Quanto guadagnerà lo Stato dall’incessante galoppare dei listini?
Tanto se si considera che all’Erario il consumo di carburante, ha fruttato nel solo 2005 tributi per ben 32 miliardi.
Fra poco l’IVA infatti inciderà per oltre 20 euro in più ogni 1000 litri di benzina o gasolio autotrazione comportando un enorme maggiore incasso per l’erario, visto che in Italia si consumano complessivamente circa 30 miliardi di litri (v. articolo).

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