Alitalia: c'è l'accordo per il prestito ponte

Detto volgarmente i soci hanno deciso di cacciare la lira. E non si tratta nemmeno di poco: 150 milioni per coprire le esigenze finanziarie del 2013 per l'ex-compagnia di bandiera italiana. È questo in sintesi il risultato dell'incontro che si è tenuto questa mattina All'hotel Westin Palace di Milano.

L'unica assenza era quella di Air France - che comunque aveva già detto di essere pronta a fare il suo per tenere in vita Alitalia. Il clima dell'incontro sarebbe stato "disteso", e ci sarebbe stata una forte compattezza dei soci intervenuti.

Resta ancora da capire alcune cose: sembra chiaro che quasi tutti i vecchi soci tireranno fuori il libretto degli assegni. Per ora sembrano chiamarsi fuori solo Acqua Marcia - l'assemblea dei soci ha deliberato lo scioglimento societario lo scorso 16 gennaio - e Unipol - che ha ereditato la quota da Fonsai e deve capire cosa fare.

Non è invece chiaro né l'importo da finanziare - c'è chi dice 150, chi invece 200 milioni di euro. La decisione finale dovrebbe arrivare questo giovedì. C'è in agenda un consiglio di amministrazione che dovrebbe dare via al prestito.

Intanto sulla nostra ex-compagnia di bandiera è cascata in testa un'altra tegola: l'altroieri c'è stato un blackout informatico che ha causato non pochi disagi.

Nell'occasione ovviamente sono entrate in scena alcune associazioni consumatori. Per esempio Adusbef e Federconsumatori hanno chiesto "ad Alitalia un incontro urgente per chiarire come sia stato possibile il blackout e per sollecitare ogni intervento necessario affinché episodi simili non si ripetano mai più".

Anche se non è ancora chiaro, potrebbero chiedere risarcimenti per conto dei passeggeri, visto che "In caso di ritardo prolungato, la normativa comunitaria prevede dei precisi diritti per il passeggero: a seconda della durata del ritardo e della tratta da percorrere sono stabilite precise compensazioni pecuniarie".


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