Compravendite immobiliari: dal 2009 solo con il bollino verde

Certificazione energetica A partire dal 2009 per ogni costruzione di immobile si dovrà presentare in via preventiva in comune la certificazione energetica per poter ottenere il permesso di edificazione. Si tratta di una novità considerato che secondo la vecchia normativa (Dlg 192/05) l’attestato energetico doveva essere presentato solamente a fine lavori.
La legge prevede due "attestati" al fine della "certificazione energetica":


  1. l'attestato di qualificazione energetica, strumento di controllo "ex post" del rispetto delle prescrizioni in sede di costruzione e ristrutturazione. È rilasciato da un progettista, non necessariamente terzo rispetto alla proprietà;

  2. l'attestato di certificazione energetica, strumento di "informazione" dell'acquirente o del conduttore circa la prestazione energetica e il grado di efficienza energetica degli edifici. È rilasciato da "esperti" o "organismi" "terzi", dei quali dovranno essere garantite «la qualificazione e l'indipendenza».

In cosa consiste l’attestato energetico? Si tratta di un certificato sul consumo dell’edificio che calcola non solo il grado di efficienza dell’impianto di riscaldamento ma anche i livelli di dispersione termica. Il bollino verde preventivo dovrebbe essere il primo passo verso un’edilizia sostenibile consentendo agli acquirenti di preventivare i possibili risparmi economici ed energetici degli edifici. Ciò vale sia come incentivo per i proprietari a migliorare tali prestazioni per rendere l'immobile più "appetibile" sul mercato sia come incentivo per gli acquirenti a orientare eventuali opere di manutenzione verso quegli interventi che possano ridurre i consumi.

A redigere l’attestato di qualificazione sarà naturalmente un soggetto “terzo” rispetto al costruttore, che dovrà occuparsi della rilevazione di tutti gli elementi utili per la valutazione delle performance energetiche dell’immobile.

Sono 7 in totale le classi energetiche stabilite dalla normativa europea, di cui le prime tre sono maggiormente ricorrenti:


  • classe A se il valore dell’indicatore è inferiore a 30 kWh/m2 anno,

  • classe B se è inferiore a 50 kWh/m2 anno,

  • classe C se è inferiore a 70 kWh/m2.

Molte regioni italiane hanno emesso linee guida, in attesa che vengano emesse dall’ENEA le indicazioni operative.
Attualmente, infatti, non è possibile ottenere un attestato di certificazione energetica. Infatti, non sono stati ancora emanati i decreti ministeriali su criteri e requisiti professionali per l'individuazione degli esperti o degli organismi cui è affidato l'attestato, né le linee guida nazionali per la certificazione.

La disciplina transitoria (articolo 11, comma 1-bis del decreto legislativo 192/2005, introdotto dal 2 febbraio 2007, dal decreto 311/2006) stabilisce che, in attesa della norme sull'attestato di certificazione energetica, esso è sostituito a tutti gli effetti (e quindi anche agli effetti dell'allegazione agli atti traslativi o della consegna in caso di locazione) dall'attestato di qualificazione energetica o da una equivalente certificazione stabilita dal Comune.

Nuovi adempimenti
Dal 1° gennaio 2009 sarà obbligatorio inoltre che ogni edificio sia dotato di impianti di energia rinnovabile per almeno un 1KW per unità abitativa e 5 kW ogni 100 m quadri per fabbricati industriali.

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