RCS taglia: 800 esuberi, 10 periodici a rischio

La crisi dell’editoria e della raccolta pubblicitaria investe anche i giganti del settore. Il Gruppo Rcs (Rizzoli-Corriere della Sera) vuole chiudere 10 testate di Rcs periodici e spostare da via Solferino a via Rizzoli le sedi del Corriere della Sera e della Gazzetta dello Sport.

La società ha poi fatto sapere che intende ridurre del 10% i compensi del top management, a cominciare da quello del presidente Angelo Provasoli, dell'amministratore delegato Pietro Scott Jovane e dei suoi diretti collaboratori.

L'azienda ha illustrato ieri ai sindacati il piano di ristrutturazione ma sarebbe meglio dire il piano dei tagli: su 5mila posti di lavoro totali sono 800 gli esuberi previsti dei quali l'80% in Italia (640) e il 20% (160) in Spagna. La distribuzione dei tagli al personale non è stata comunicata ma si conoscono i periodici interessati che chiuderanno i battenti o che sono sulla via della dismissione.

Si tratta di: A, Bravacasa, Europeo, Astra, Yacht & Sail, Max, Novella, Visto, Ok Salute e L’enigmistica. Rcs Media Group intende puntare solo sulle attività digitali e ha dichiarato che il contributo ai ricavi al 2015 salirà al 25% dall'attuale 4%.

Ieri il Comitato aziendale europeo di Rcs Mediagroup aveva espresso:

grande preoccupazione di fronte alle ipotesi contenute nel piano triennale presentato oggi dall'amministratore delegato Pietro Scott Jovane.


Un piano:

che prevede un drastico ridimensionamento degli organici e del costo del lavoro in Italia come in Spagna e un allarmante sacrificio di asset, testate e patrimonio storico del gruppo, a fronte di prospettive di sviluppo molto accelerato sulle iniziative digitali e sull'integrazione tra piattaforme tradizionali e innovative di informazione.

Il Cae ha infine sottolineato che:

i tagli prospettati pari a 800 lavoratori, di cui 640 in Italia e 160 in Spagna, vanno a sommarsi ai pesanti interventi già attuati negli anni passati, soprattutto in Spagna, dove solo nel 2012 si sono persi circa 350 posti di lavoro, con un evidente pericolo per il mantenimento della qualità dell'offerta editoriale oltre che un ulteriore aggravio dei carichi di lavoro.

Foto © Getty Images

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