Il ticket alla milanese che non piace alle piccole imprese

Offer by Rosencranz Piovono critiche sull’Ecopass “morattiano”. La predica questa volta arriva dal pulpito dell'Osservatorio di Milano che accusa il provvedimento di peggiorare la qualità dell'aria, punire i ceti più deboli, il piccolo artigianato e commercio e costringere i residenti entro i Bastioni a pagare una tassa aggiuntiva.

Sotto accusa non solo i danni “monetari” ma anche quelli “morali” per cui il 'ticket antismog' offenderebbe la dignità dei cittadini, monetizzando la loro salute e servirebbe invece al Comune di Milano per fare cassa e al Sindaco Moratti "per dare lustro alla sua immagine". "Oggi, oltre alla presenza in città di circa 730.000 auto di residenti - sostiene il direttore Massimo Todisco - si registra un ingresso di oltre 700.000 pendolari e di alcune decine di migliaia di cittadini che giungono dall'hinterland per i saldi di fine stagione. Dinanzi alle 43 telecamere poste a presidio di altrettanti varchi, in molti continueranno a girare attorno ai Bastioni alla ricerca spasmodica della sosta regolare, a pagamento e, non trovandola, lasceranno la loro auto in sosta selvaggia. Tutto questo, creerà molto piu' inquinamento di quello che si sarebbe avuto consentendo loro di entrare in uno dei tanti parcheggi di superficie e sotterranei, occupati a meno del 50%. Inoltre, questo caos viabilistico, aumenterà i tempi di percorrenza dei mezzi pubblici laddove non esistono corsie preferenziali".

A pagare le maggiori conseguenze della “ecotassa”, sarebbero i lavoratori autonomi "che non possiedano un mezzo privato in versione Euro 3 e successivi". Secondo l'Osservatorio sarebbero 15.000 i piccoli artigiani che avranno ripercussioni negative sui bilanci. "A questi si aggiungono oltre 20.000 lavoratori stranieri che svolgono regolarmente lavori artigianali e di trasporto locale". Sempre secondo l'Osservatorio, dall'entrata in funzione dell'Ecopass le perdite registrate dagli esercizi sarebbero stimate del 30% per i bar, 40% per ristoranti e trattorie e tra il 10 e il 20% per gli altri. "Il provvedimento, nel momento in cui contempla la monetizzazione della salute - conclude Todisco - ci fa rendere complici di chi si e' ridotto a vendere la licenza di inquinare, offendendo la dignita' della persona e i principi della Carta Costituzionale" (v. comunicato).

Un modello in espansione
Torino
Non è un’iniziativa esclusivamente milanese quella dell’ecopass che sta contagiando anche altri centri urbani. Le strategie anti-smog attivate nel resto d’Italia hanno però poco a che fare con l’ecopass.
Nel capoluogo piemontese oltre alla «Ztl ambientale» nel centro storico - off limits dal lunedì al venerdì, dalle ore 7.30 alle 19.30 - con nove telecamere che presto diventeranno almeno trenta, si sta studiando un sistema di crediti riservato a categorie come commercianti, medici o artigiani. In pratica, potrebbero disporre di un coupon di ingressi gratuiti e una volta esauriti gli ingressi diventerebbero a pagamento.

Bologna
A Bologna sembra vincere la ricetta degli accessi telesorvegliati nel centro storico, con cui si sono ridotti del 25% in un anno gli ingressi in città. Solo i mezzi commerciali (che sono anche i più inquinanti) devono pagare un ticket tanto più caro quante più polveri sottili rilascia il motore.

Firenze
Il contingentamento dei veicoli nel centro storico non è certo una novità per alcune città d’arte come Firenze dove esiste ormai da anni il telepass (65 euro all’anno) per residenti e commercianti per entrare e uscire senza il rischio di multa dalla zona sorvegliata dalle telecamere. Se pagano 150 euro, anche i pullman dei turisti possono raggiungere comodamente i monumenti più famosi di Firenze senza scaricare i passeggeri prima dell’area off limits.

Padova
Anche il Santo approva la politica comunale in verde. Il centro storico di Padova è infatti già ztl controllata da telecamere, ma sta pensando come Torino a un sistema di crediti per entrare.

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