L’“uno per tutti” del credito al consumo in Europa

Credito al consumo Con un valore stimato di 800 mila euro il mercato del credito al consumo in Europa risponde ad un puzzle di regole frammentario. Con una discussione parlamentare l’Unione Europea sta cercando proprio in questi giorni di dar vita ad una direttiva omogenea per il settore del finanziamento privato. Dopo un annoso percorso di approvazione durato 5 anni la direttiva starebbe infatti vedendo la luce.

La geografia del credito al consumo vede un significativo sviluppo nei paesi nordici (Gran Bretagna, Germania e Autria) con una progressiva espansione sui mercati dell’Est Europa (sta crescendo in paesi come Peonia e Ungheria). In media nella Ue rappresenta circa il 18% del reddito lordo delle banche al dettaglio. Il settore cresce al ritmo dell'8% all'anno. Per persona l'esposizione individuale va dai cento euro in alcuni stati come Lituania o Slovacchia a oltre tremila in Gran Bretagna o Irlanda (v. comunicato).

Secondo dati Bce la media dell'onere a carico del consumatore nel 2007 varia da circa il 6% in Finlandia a oltre il 12% in Portogallo: Italia 9,4%, che con la Spagna che si trova allo stesso livello al terzo posto dopo Portogallo (12,20%) e Grecia (10%) per tassi pi- elevati, 7,1% in Francia, 6,8% in Irlanda, 8% in Germania. Alle attuali condizioni il credito transfrontaliero al consumo rappresenta una parte residuale (meno dell'1%) delle operazioni di credito complessive per cui i prestatori per operare in un altro paese devono insediarsi.

Quali sono i principali ostacoli al mercato unico? In primis la lingua e l'assenza di contatti personali anche problemi di fiducia dei consumatori e la qualita' dell'informazione. Di qui l'esigenza di regole di protezione dei consumatori armonizzate.

Il codice europeo per il credito al consumo si fonderà su quattro cardini principali:


  • se una pubblicita' per un credito indica una cifra la stessa lista standard di informazioni esenziali dovra' essere fornita in tutta la Ue;

  • per l'informazione precontrattuale la direttiva obbliga i prestatori a fornire tutti i dati necessari per permettere la comparazione delle offerte in tempo utile prima della conclusione del contratto;

  • l'indicazione della cifra unica annuale di costo del credito serve a permettere la comparazione tra i diversi costi di diversi prestatori su scala europea;

  • quanto alle informazioni contrattuali, i consumatori dovranno riceverle al momento della conclusione del contratto.

Un credito via sms

La proposta avanza dal Parlamento, che prende in considerazione prestiti a partire da 200 euro fino a un massimo di 75.000 euro, mira a incrementare la concorrenza fra le imprese che si fronteggiano sul mercato europeo. I deputati chiedono in particolare di ridurre la disomogeneità di un mercato "anomalo", dove persiste un'offerta non uniforme dei tassi di credito.

Trasparenza e mobilità

Ecco perchè il Parlamento propone un accesso al credito a pari condizioni per tutti gli europei, dove i crediti possano essere proposti e forniti indipendentemente dalla nazionalità delle banca o istituti di credito, maggiore trasparenza delle operazioni e la possibilità di rescissione del contratto entro due settimane.

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