Antitrust: un numero verde per fare giustizia!

Antitrust Il domino istruttorio può partire da quest’anno con l’impulso di una semplice telefonata al numero verde allestito dall’Antitrust.
Si tratta di un servizio gratuito a totale disposizione del cittadino consumatore vittima, o presunto tale, di un ingiustizia. A partire da lunedì 12 novembre 2007, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha infatti attivato uno speciale numero verde gratuito (800166661) per i consumatori che volessero segnalare presunti casi di pratiche commerciali scorrette, pubblicità ingannevole e occulta.

Il nuovo servizio rientra nelle iniziative adottate dall’Antitrust a seguito dell’entrata in vigore dei due decreti legislativi che ne hanno ampliato competenze e poteri in materia di pubblicità ingannevole e pratiche commerciali scorrette (tra le principali novità, la possibilità di aprire un’istruttoria d’ufficio, il rafforzamento dei poteri ispettivi anche con l’ausilio della Guardia di Finanza e l’aumento delle sanzioni, il cui tetto massimo è passato da 100.000 a 500.000 euro).

Come funziona nello specifico?
Sotto le cuffie del call center e a filtro delle denuncie dei cittadini si trovano 8 laureati assunti a tempo determinato e ben allenati che si sono occupati in questi pochi mesi di inoltrare ben 6mila segnalazioni considerate rilevanti dallo staff istruttorio.

Alle segnalazioni, laddove si riscontrino profili effettivamente rilevanti ai sensi della normativa vigente, fanno infatti seguito specifici approfondimenti istruttori da parte degli uffici del Garante.

Le armi dell'Antitrust
Il giustiziere del mercato affila le sue potenti armi istituendo commissioni di esperti per la valutazione dei singoli procedimenti istruttori. Lo scorso 13 dicembre l’Autorità avrebbe infatti costituito un comitato per le valutazioni economiche in grado di fornire un parere qualificato sulle decisioni procedurali. A questo si affianca inoltre una direzione centrale per i rapporti comunitari, incaricata di mantenere i rapporti con Bruxelles sulle nuove direttive approvate.

Un servizio almeno apparentemente adeguato all'elevato numero di casi di scorrettezza commerciale. Da maggio 2005 a settembre 2007 sono state comminate sanzioni per un totale di 9.051.600 euro che hanno riguardato 457 casi di pubblicità ingannevole.
I settori più a rischio-inganni, nell’ultimo biennio, sono ancora quello delle comunicazioni (3.318.000 euro di sanzioni per 96 violazioni), delle diete e dei finti prodotti farmaceutici (1.906.500 euro di sanzioni per 84 violazioni), del turismo, industria e servizi (2.183.500 euro di sanzioni per 149 violazioni), mentre nell’ultimo anno sono fortemente aumentati i casi che hanno coinvolto “il settore del credito e delle finanziarie (47 violazioni in tutto, 28 nel solo 2007, per un totale di 787.400 euro di sanzioni)”.

Quanto verrà a costare all’erario questo blasonato organismo di controllo? Tanto se si considera l’esercito di consulenti scelti a collaborare con le strutture dell’Autorità ma tutto, fanno sapere dall’Antitrust, avverrà alla luce del sole e sarà reso pubblico (almeno per quanto concerne le spese superiori ai 5.000 euro) sul sito ufficiale.

  • shares
  • +1
  • Mail