Sono tanti, circa 6.500 ogni anno i lavoratori laureati (e 5.500 i laureati non lavoratori) che fanno richiesta di riscatto della laurea, questo quanto emerge dalla pubblicazione curata dal Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale, con Inps e Inpdap. La pratica, aperta a tutti, consiste, lo ricordiamo, nel pagamento dei contributi non versati durante il periodo di studi, che può concorrere al raggiungimento della quota contributiva necessaria per accedere al trattamento pensionistico, può essere richiesto per il corso legale di laurea, lauree brevi e titoli equiparati.
Per i 12.000 giovani interessati sopra citati ad accorciare i tempi per il pensionamento dunque ci sono buone notizie sul fronte del riscatto degli anni di studio universitari ai fini pensionistici:
Come si calcola
Per ogni anno di studio si dovrà pagare l’importo derivante dall’applicazione dell’aliquota di rendimento (33%) al minimale imponibile per artigiani e commercianti (13.598 Euro nel 2007). Questo vuol dire che chiunque intenda riscattare gli anni di studio pagherà almeno un minimo di 4.490 euro (lavoratori autonomi o disoccupati). Una giovane neolaureata che percepisca uno stipendio lordo annuo di 17.000 euro pagherà una somma annua complessiva di 28.050 euro (5.610 euro all’anno per cinque anni), rateizzabile, secondo le novità in finanziaria nel corso non più di 5 ma di 10 anni. A fare i conti, questa volta, con il riscatto della laure è proprio l’Inps sul suo fascicolo relativo al Welfare.
PeX
03 feb 2008 - 19:02 - #1E dovrei pagare quasi 30.000 euro per riscattare 5 anni di Università senza sapere che pensione avrò tra 25-30 anni?
Preferisco investirli 30.000 euro e tra 25-30 anni vederne i frutti piuttosto che l’INPS se li magni! NO GRAZIE!
fdsafda
06 feb 2008 - 13:35 - #2e non è che vai 5 anni prima in pensione ma solo guadagni 5 anni di contributiiii