Elezioni politiche 2013: l'ultimatum di Squinzi

Basta promesse, le imprese non ne possono più. Giorgio Squinzi - leader della Confindustria - in questi giorni non poteva essere più chiaro. Lo ha detto davanti alla platea riunita nell’ex parterre della Borsa per la Giornata della collera, organizzata da 20 associazioni del settore delle costruzioni per chiedere di rilanciare un comparto in crisi.

"Non servono annunci e promesse, chiediamo interventi concreti e coraggiosi da parte della politica per uscire dalla crisi". E per essere ancora più chiari sul tema,  Confindustria sul tema ha scritto pure un documento.

Il messaggio è condivisibile: "Ora è fondamentale che, con la fine della campagna elettorale, si abbandoni il tempo delle parole, degli annunci, dello scontro fine a se stesso e inizi il tempo dei fatti".

Secondo Confindustria il "nuovo governo deve darci una visione lunga di futuro, un'idea di Paese per la quale valga la pena anche di sostenere i sacrifici necessari". Insomma ci vuole un nuovo patto - un new deal - tra le forse positive del paese.

Per farlo però c'è un "bisogno assoluto di verità, di parlare il linguaggio della condivisione e di un governo che sia in grado di compiere scelte concrete ed efficaci. La classe politica deve riconquistare con i fatti e la moralità la fiducia dei cittadini" (Se parla di verità difficile che si riferisca al Cav...).

L'associazione degli imprenditori "è pronta ad assumersi le proprie responsabilità, a sostenere senza preconcetti le scelte da fare in nome dell'interesse generale, ma vigilerà e criticherà, anche aspramente, chiunque disattenda gli impegni. Non permetteremo a nessuno di condannare il Paese al declino".

 

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