Ristrutturazioni: denuncia catastale da mille e una notte!

Denuncia catastale Ci sarà tempo fino al 31 marzo per denunciare al catasto le modifiche apportate agli immobili di residenza, ma attenzione, l’operazione comporterà per i proprietari il pagamento di circa 500 euro. La denuncia interesserà prioritariamente le ristrutturazioni o gli ampliamenti degli immobili, che subiscano una rivalutazione della classe di appartenenza. In alcuni casi il comune chiederà Ici e Irpef arretrate.

Nello specifico il comune capitolino, pur essendo entrata in vigore dal 2005 la nuova legge sulle rivalutazioni, chiede gli arretrati dal 2002 al 2007. Uno dei principali rincari, quello registrato a Roma, per cui è stato fatto un ricorso al TAR.
Angelo De Nicola, vicepresidente nazionale dell’Uppi, l’Unione dei Piccoli Proprietari Immobiliari denuncia l’illegalità del provvedimento dichiarando che “il comune vuole rifarsi il catasto a spese del cittadino. Non possono demandare l’operazione al contribuente – dice ancora De Nicola – ma deve essere l’ente accertatore a pagare, gli oneri non devono ricadere sul cittadino
200.000 abitazioni saranno interessate dal provvedimento e non esclusivamente appartamenti di classe A4 o A5.

Come ci si mette in regola?
La nuova normativa in vigore intende regolarizzare i fabbricati e gli ampliamenti di edifici non dichiarati al catasto.
A seguito di cambiamenti nello stato di terreni, avvenuti per edificazione di una stabile costruzione da considerarsi immobile urbano, i possessori dell'immobile hanno quindi l'obbligo di presentare denuncia di edificazione di nuova costruzione in catasto.
Il proprietario dell’immobile dovrà quindi provvedere a contattare un tecnico che provvederà ad aggiornare le condizioni dell’appartamento presentando il Docfa (Documento catasto fabbricati) all’Agenzia del territorio che assegnerà un valore.

Al fine di regolarizzare gli immobili i cittadini interessati possono dapprima verificare lo stato dei propri fabbricati consultando il sito www.agenziaterritorio.it (cliccare sulle seguenti voci: Servizi-servizi al cittadino-fabbricati non dichiarati), poi compilare il modello da inviare sempre attraverso il web. La verifica dello stato dei fabbricati può essere effettuata anche recandosi presso la sede dell'Ufficio Provinciale dell'Agenzia del Territorio oppure consultando gli elenchi affissi all’Albo pretorio del Comune.

Quanto costa?
La denuncia di variazione catastale da effettuare a seguito di interventi edilizi con modifica degli spazi interni può costare, nel caso di un appartamento di superficie inferiore a cento metri quadrati, fino a 550 euro. Applicando poi anche in questo caso i 50 euro dovuti a titolo di oneri catastali si arriva a sborsare 600.

Geografia della “sanatoria”

Modalità e importi varieranno inoltre di comune in comune.

A Roma verranno richiesti gli arretrati dell’imposta comunale sugli immobili degli ultimi 5 anni, “con uno sconto – aggiungono dall’assessorato – del 50% e senza sanzioni amministrative” se ci si autodenuncia entro il 31 marzo. La richiesta degli arretrati, proseguono, “arriva solo davanti a modifiche non denunciate”, che di fatto implicano il reato di omissione tributaria. Una situazione comunque migliore rispetto a quella che si prospetta se non ci si autodenuncia: in caso di controlli, “l’Ici arretrata da pagare – concludono dall’assessorato - non avrà sconti e si dovranno versare interessi ed eventuali sanzioni”.

Firenze, Genova e Milano hanno invece imboccato strade diverse. Il capoluogo toscano ha stabilito il 31 marzo quale termine per le denunce ma non ha previsto alcuna richiesta di Ici pregressa. A Genova il termine è slittato al 30 giugno.

A Milano non c’è nemmeno una data, ma in compenso c’è “confusione”, come afferma a IGN l’architetto Giancarlo Bianchi Janetti, direttore dello Sportello Unico per l’Edilizia del capoluogo lombardo. Confusione perché si accorpano due commi distinti approvati nella Finanziaria del 2005, il 335 e il 336. Il primo riguarda la rivalutazione d’ufficio di interi quartieri, definiti microzone e che spetta direttamente all’agenzia del Territorio. “Attraverso il comma 336 invece – aggiunge Bianchi Janetti – si dà la possibilità ai comuni di contestare una situazione non adeguata”, ovvero una modifica all’immobile non denunciata al catasto.

Consigli
L’Uppi consiglia ai cittadini romani “di non fare nulla, nessuna autodenuncia, e di aspettare l’esito del ricorso al Tar”, previsto per la prossima settimana. “Conviene attendere – precisa – perché ci vorranno 20 anni per aggiornare il catasto e il comune chiede gli arretrati degli ultimi cinque anni”.

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