Elezioni politiche 2013: i partiti promettono tagli alle tasse per più di 150 miliardi


Lo sanno anche i muri, il fisco può far vincere - e soprattutto perdere - la campagna elettorale in Italia. E in questo campo il maestro assoluto è Silvio Berlusconi con i suoi annunci ad effetto - come l'abolizione dell'Ici nella scorsa campagna e l'abolizione dell'Imu sulla prima casa in questa.

L'unica cosa certa in queste campo è la pressione fiscale, che si sta avviando a superare il super-record del 45,3%, e che sia necessario ridurla per ridare fiato ai lavoratori ed alle attività produttive.

La brutale realtà è che la maggior parte delle promesse in questo settore sono destinate a restare carta straccia, a meno che non si voglia uscire dall'Europa e pagare caro questa scelta per altra via...

Scordatevi quindi l'abbattimento dell'Imu (chi lo facesse si vedrebbe costretto entro poco a dover pagare una fattura molto più salata - ovvero diversi miliardi di euro in più - in termini di interessi sul debito). Al massimo si potrà evitare l'aumento dell'Iva dal prossimo primo luglio e a delineare un percorso di riduzione dell'imposta sui redditi e della tassazione sul lavoro a beneficio di lavoratori e dei loro datori.

Secondo un rapporto di "Mediobanca Securities" le promesse elettorali in campo fiscale, se realizzate, porterebbero a riduzioni delle tasse tra i 150 e 225 miliardi di euro. Tutta roba che resterà sulla carta, perché in realtà "Imu, Irpef, Iva e Tares sono destinate a crescere a partire da luglio 2013 a causa di impegni presi in precedenza".


Senza considerare che, dopo aver ridefinito il quadro di riferimento, il nuovo governo dovrà reperire risorse sia per finanziare nuove spese per gli ammortizzatori in deroga e le missioni internazionali (finanziate solo fino a settembre), e trovare 4 miliardi a regime per evitare l'aumento dell'Iva. In tutto, almeno 7 miliardi.


La riduzione delle imposte può avvenire solo a fronte di riduzioni delle sacche di inefficienza e contestualmente al recupero di elusioni ed evasione. Due fronti doverosi su cui impegnarsi, ma non ci si può aspettare in questi settori tutto e subito.


Ovviamente tra tutte le proposte, quelle più fantascientifiche sono di marca Pdl. La mossa del Cavaliere sull'Imu vale da sola 8 miliardi, a cui bisognerebbe aggiungere l'azzeramento in 5 anni dell'Irap - altri 34-35 miliardi -, e la riduzione delle aliquote Irpef a due - altri 22 miliardi dal 2014. Senza considerare che la riduzione a due aliquote dell'Irpef sarebbe pure insensata dal punto di vista macroeconomico, perché i più ricchi si limiterebbero a risparmiare di più e non farebbero entrare questi soldi in circolazione...



Credit image by Getty Images


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