Sardegna: bocciata in via definitiva la tassa sul lusso

Tassa sul lusso Non conforme ai principi costituzionali, la chicchierata tassa Soru sul lusso riceve una sonora bocciatura da parte della Corte Costituzionale.
Il cartellino rosso però riguarda esclusivamente le imposte regionali per chi non risiede nell’isola e possiede una seconda casa per uso turistico e quelle per le plusvalenze sulle compravendite di tali case. Chi ha pagato le imposte rispetto agli anni 2006-2008 dovrà essere rimborsato.

Queste le parole con cui la sentenza ha bloccato definitivamente la tassa sul lusso:

«La Corte costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale:
a) dell’imposta regionale sulle plusvalenze delle seconde case ad uso turistico, prevista dall’articolo 2 della legge della Regione Sardegna n. 4 del 2006 , sia nel testo previgente che in quello attualmente in vigore;
b) dell’imposta regionale sulle seconde case ad uso turistico, prevista dall’art. 3 della medesima legge regionale, sia nel testo previgente che in quello attualmente in vigore.
La Corte ha altresì dichiarato non fondate le questioni di illegittimità costituzionale riguardanti:
a) l’imposta di soggiorno prevista dall’art. 5 della legge regionale n. 2 del 2007;
b) l’imposta regionale sullo scalo turistico degli aeromobili e delle unità da diporto, prevista dall’art. 4 della suddetta legge regionale, sia nel testo previgente che in quello attualmente in vigore. Per quest’ultima imposta, la pronuncia di non fondatezza non riguarda né le ipotesi di scalo effettuato da unità da diporto esercitate a fini di lucro né le ipotesi di scalo effettuato da aeromobili che svolgono operazioni di «aviazione generale di affari».

Con riferimento a dette due ipotesi, la Corte costituzionale ha sospeso il giudizio ed ha chiesto alla Corte di giustizia della Comunità Europea di pronunciarsi in via pregiudiziale sulla compatibilità dell’imposta con le norme del Trattato dell'Unione europea».

Cosa ne pensa Soru?
Non è piaciuta al governatore della Sardegna la decisione della Corte che la considera una negazione del principio dell'autonomia impositiva.
Questa la replica del presidente della regione:

«In un momento di gravissima difficoltà del bilancio regionale e in assenza di risposte da parte del governo allora in carica, avevamo utilizzato - spiega il Governatore - la possibilità offerta dall'articolo 8 dello Statuto di imporre tasse sulle attività turistiche, avendo consultato alcuni tra i massimi costituzionalisti italiani, con l'obiettivo, fra gli altri, di favorire il riequilibrio territoriale fra la costa e l'interno della Sardegna. Oggi la Corte Costituzionale ci dice che questo non è possibile». «A seguito della conclusione della vertenza con lo Stato per le entrate, il mancato introito di questa imposta - aggiunge Soru - sarà facilmente assorbibile dal bilancio regionale. Tuttavia rimane il dispiacere nel constatare che la Regione non può utilizzare una propria autonoma capacità impositiva nei confronti delle seconde case nella fascia costiera che rappresentano una parte rilevantissima delle nostre attività turistiche e che hanno un impatto importante nel consumo del patrimonio ambientale, che pur generando reddito in Sardegna, non contribuiscono alla fiscalità regionale».

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