Monte dei Paschi di Siena: tante piccole storie di malaffare

Della serie un colpo al cerchio, un colpo alla botte... La maggior parte del buco creato dal Monte dei Paschi di Siena dipende da alcune cattive pratiche finanziari che riguardano gli istituti di mezzo mondo. Ciò non toglie che la banca sia un classico esempio di malaffare dove trionfa la cattiva commistione tra il potere politico e quello finanziario.

Le cifre sono meno eclatanti rispetto ai derivati, ma comunque significative. Ci sono ad esempio 91,1 milioni di spese per il personale non contabilizzate nel bilancio 2011 - per intenderci l'ultimo firmato dall'ex-presidente del Monte dei Paschi di Siene e dell'Abi Giuseppe Mussari.

La faccenda è uscita solo con il cambio della guardia, quando a guidare la banca è stato chiamato il duo Alessandro Profumo e Fabrizio Viola, che nella relazione relativa al primo semestre 2012, indicano che ci sono stati "disallineamenti tra le risultanze gestionali e quelle amministrativo-contabili con riguardo alla gestione amministrativa del personale".

Le storie sono tante: Il direttore generale Antonio Vigni, era stato scelto da Giuseppe  Mussari nel maggio 2006. Nello stesso periodo la sua famiglia conquista una grande proprietà sulle colline dei Chianti. Casualmente a vendere è una società controllata da Mps, la Mps Tenimenti.

Antonio Degortes - il figlio del fantino Aceto, più volte vincitore del Palio di Siena - era noto soprattuto per aver gestito per vent'anni uno storico locale di Castiglione della Pescaia, la Capannina. Poi si è fatto strada in  Mps, dov'è stato nominato come consigliere di amministrazione di alcune controllate ed è tuttora vice-presidente del consiglio di amministrazione di Mps Leasing & Factoring.

Uno dei tanti a cui non si rifiutava un posto in una delle controllate del Monte: si calcola che dal solo taglio dei consigli di amministrazione delle controllate, Mps sia riuscita a risparmiare 1,5 milioni di euro.

Uno dei tanti punti dolenti della Banca: Antonio Vigni, il direttore generale di Mps, ha ricevuto uno stipendio di 1,4 milioni anche nel 2011 - quando l'istituto che guidava aveva chiuso l'anno con una perdita record di 4,6 miliardi. Lascerà il Monte il 12 gennaio successivo con una buonuscita di quattro milioni di euro nonostante tutti i danni provocati.

Molti di questi comportamenti non sono illegali, ma sono comunque criticabili... Come la scelta del partito democratico di non fare pulizia all'interno del gruppo dirigente senese...

Credit image by Getty Images

 

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