Borsa: Milano rimbalza sul finale

Piazza Affari dopo il disastro di ieri, chiude la seduta in rialzo, con la complicità del buon esito dell'asta sui BTp a cinque e dieci anni. L'indice FTSE Mib guadagna l'1,77%, l'Allshare l'1,61%, per un volume di scambi di 2 miliardi di euro. Rimbalzino tecnico? Secondo i trader alle positive chiusure di oggi hanno ben contribuito le parole pronunciate dal presidente della banca centrale statunitense il quale ha ribadito che l’allentamento monetario in atto va avanti e che non ci saranno tagli alla spesa. Dice un operatore:


Il discorso di Bernanke ha di sicuro contribuito al rafforzamento della borsa. Vero è che negli ultimi giorni il presidente Fed ha cercato di fare capire questa intenzione in tutti i modi. Ma repetita iuvant.

La tendenza al rialzo secondo altri operatori in ogni caso non durerà:

Si continueranno a monitorare da vicino gli sviluppi politici italiani. In questo momento, l'ipotesi di un governo di grande coalizione, seppur non rappresenti una scelta duratura e stabile, rimane l'unica in grado di scongiurare uno stallo politico che bloccherebbe il Paese.

Lo spread tra i nostri bond decennali e quelli tedeschi chiude a 336 punti base, sempre meglio di ieri (344). Il tasso di rendimento è al 4,81%. Chiusure tutte positive per le altre principali Borse europee, maglia rosa a Madrid, dove l'indice Ibex 35 fa segnare un +1,95%.

Borsa: Milano giù. Dopo elezioni rating a rischio

Dopo un avvio con il segno più gli indici alla Borsa di Milano azzerano i rialzi e questa si preannuncia come un’altra giornata quantomeno in altalena per la piazza finanziaria meneghina, in linea con le aperture delle altre principali Borse europee influenzate sia dall’incertezza politica post elezioni che dal dato di oggi sulla fiducia delle imprese, in calo a febbraio. Intorno alle 10.45 a Piazza Affari l'indice Ftse-Mib perde lo 0,23%, l'Allshare lo 0,14%. Lo spread fra i rendimenti dei titoli di Stato italiani e quelli tedeschi dopo aver aperto a 343, e toccato punta 346, è sceso sui 340 punti base. Per l’agenzia di rating Moody’s il risultato elettorale dell'Italia aumenta la possibilità di un ritorno alle urne e il rating, cioè il giudizio sul rischio finanziario delle obbligazioni emesse dal nostro Tesoro, potrebbe subire un ulteriore taglio:


Valuteremmo di tagliare il rating del debito dell'Italia nel caso di un ulteriore materiale deterioramento nelle prospettive economiche del Paese o di difficoltà nell'attuazione delle riforme.

Più cauta Standard & Poor's:


Il risultato delle elezioni non ha immediato impatto sul rating dell'Italia.

L’agenzia di rating sottolinea comunque che:

le scelte del prossimo governo saranno essenziali. A prescindere dalla composizione del governo, il risanamento fiscale in Italia non deve deviare dall'attuale cammino .

A fine 2012 il debito pubblico è al 127% del Pil.

(in aggiornamento)

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