La borsa è fatta a scale? C’è chi scende e chi .. guadagna!

Investire “Da inizio anno, sostiene Vito Lops del sole 24 ORE, chi ha investito sulle più importanti 50 azioni europee ha perso il 20 per cento. Ma c’è anche chi ha puntato sulle stesse società - rappresentate nell’indice Dow Jones Euro Stoxx 50 - e, invece, ha guadagnato il 20 per cento. Come mai? Se il primo investitore ha deciso di seguire l’andamento reale dei mercati azionari, il secondo ha acquistato strumenti che scommettono sui ribassi finanziari riflettendo in modo inversamente proporzionale le variazioni di un titolo o di un indice, così che un decremento di quest’ultimo genera un pari incremento del derivato”.

Questo interessante articolo evidenzia come sia di fondamentale rilevanza scegliere gli strumenti di investimento adatti ad assecondare gli “umori” del mercato. In particolare con le turbolenze borsistiche degli ultimi tempi sembra si stia diffondendo il gradimento per gli strumenti ribassisti (o short).

Etf. Deutsche bank ha infatti lanciato sul Sedex (il mercato della Borsa di Milano dove vengono scambiati questi prodotti) cinque nuovi etf (exchange traded funds) che replicano al contrario l’andamento del principale indice dei titoli bancari, sanitari, energetici, tecnologici e telefonici.

Certificati. Non esiste unicamente la strada degli etf per far fronte alle perdite dei mercati. I certificati sono una buona alternativa in quanto costituiscono strumenti che, a differenza degli etf, hanno una scadenza (esclusa la nuova categoria degli open end, cioè senza scadenza) e un più vantaggioso regime fiscale. A tal proposito sono stati lanciati il 15 gennaio da Société Générale otto nuovi Etf.

Mini future. Questi strumenti sono adatti a quanti desiderino moltiplicare i guadagni ricorrendo all’effetto leva.
Abn Amro ha avviato un mese fa le negoziazioni di 12 nuovi mini short certificates, la cui performance è calcolata su un eventuale deprezzamento dei titoli Eni, Fiat, Intesa SanPaolo, Telecom Italia e di materie prime (oro, argento, petrolio, granoturco e frumento). “Sulla variazione viene calcolato un moltiplicatore finanziario che può amplificare i guadagni (o le perdite). Un meccanismo di stop loss limita il rischio al capitale investito, a differenza degli altri future dove, in caso di perdite superiori all’esborso iniziale, bisogna integrare l’investimento con un margine di garanzia” spiega sapientemente Vito Lops.

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