Bruxelles insiste : togliere l’obbligo alle assicurazioni di rilasciare la polizza RC Auto, che nei fatti significa far venire meno l’obbligo di presenza territoriale in tutta Italia.
Il primo effetto di questa eventuale e futura decisione sarà quella di un incremento tariffario, specie per la zone del sud del Paese e per la categoria dei giovani. Le associazioni consumatori stimano addirittura che 10 milioni di italiani possano rimanere senza RC Auto. Ma come potete leggere sul Blog “Dalla parte di chi guida” gli effetti non si fermano qui.
Certo è che se Bruxelles ci abbandona al ben volere e all’etica delle Compagnie siamo ben messi !
franco
13 mag 2006 - 21:34 - #1Verso un modello sempre più statunitense :cioè di schifo !
Vanni
14 mag 2006 - 10:59 - #2un modello statunitense è improponibile in italia. l’italia,il paese dei cartelli.
mm
14 mag 2006 - 21:49 - #3non diciamo cazzate per favore; questo provvedimento unitamente ad una seria apertura del mercato ad operatori stranieri è assolutamente salutare per il paese. il nostro problema semmai sono gli obblighi vari, e la chiusura dei mercati.
invece di dire cazzate sul modello statunitense dovresti sapere che le disfunzioni presenti nel modello americano derivano come da noi dal dirigismo statale; un esempio: in uno dei tanti stati usa, giovani ed anziani pagavano giustamente, assicurazioni sanitarie diverse; in sintesi ad ognuno la sua tariffa; un bel giorno il governo statale ha deciso di omologare i premi delle assicurazioni, ossia tutti poagano uguale; che è successo?
i giovani hanno smesso di assicurarsi perche stanno bene e quindi superfluo assicurarsi; di conseguenza, i vecchi si sono trovati a pagare premi piu salati perche manca appunto il contributo che in passato veniva dai giovani; quindi molti vecchi hanno smesso di potersi permettere i premi.
quindi il dirigsmo e gli obblighi statali fanno danni come sempre; solo il mercato, davvero libero, è il mezzo per allocare correttamente le risorse, proprio perche è un sistema variazionale, che si aggiusta continuamente; le regole immobili e lottizzanti della politica non fanno che danneggiare i consumatori.
mm
14 mag 2006 - 22:11 - #4non parliamo poi dell’aspetto etico; che diritto ha un governo di imporre ad una azienda di fare i prodotti in un certo modo?
che diritto ha un governo di imporre ad una compagnia di assicurazioni di operare in tutto il paese?
questa mentalità è palesemente da stato collettivista, da pianificazione centrale.
Nessun burocrate statale ha il diritto di costringere nessuna azienda a modificare prodotti non graditi dai consumatori; l’unico modo di farlo è tramite la scelta che si opera nello scegliere una compagnia (o prodotto) all’altra.
ma si potrebbe dire giustamente: se le compagnie sono solo queste, che vuoi scegliere?
infatti:
La via da adottare è una sola: che si aprano i mercati ad operatori esterni; questo si; questa è l’unica via; solo con maggiore concorrenza le cose migliorano. Inoltre i burocrati non hanno ne i mezzi, ne la preparazione adeguata a capire l’evoluzione dei sistemi de produzione; come possono capire gli effetti de un provvedimento, per di piu su scala globale? Prima che il provvedimento entri in opera, gli scenari sono già mutati.
Il caso della rayanair sta li a dimostrarlo. Finche tutti i paesi tifavano per le compagnie de bandiera le cose per l’utente finale non miglioravano mai, nonostante tutte le leggi stataliste volte a migliorare i servizi; quindi l’utente pagava il servizio due volte, una a cause della chiusura dei mercati, una seconda per tenere in piedi dei relitti inefficenti.
Inoltre, se si obbliga una compagnia a calare il costo de un servizio, ad esempio una tariffa, pensate che questa non possa escogiatare una via per aggirare questo ostacolo, ad esempio mettendo altri costi? La soluzione allora è lasciare spazio al mercato e all’ingresso di nuovi giocatori.
Il caso dei prezzi dei farmaci è lo stesso eclatante; che si tolga ai farmacisti l’escluiva della vendita dei farmaci, esclusiva che ovviamente non ha niente a che fare con il mercato; anche qui il governo ha stabilito delle regole con i farmacisti, a tavolino, con il risultato che al massimo, per legge, i farmaci sono stati ridotti de una certa percentuale; con una vera liberalizzazione della rete di distribuzione le cose andrebbero mille volte meglio, per il semplice fatto che non ci sono sti limiti e nascerebbero delle raynair del settore.
In definitiva il mercato è l’unico corretto meccanismo de ottimizzazione delle risorse, per il semplice fatto che è un meccanismo variazionale, ossia se aggiusta de continuo, con nuovi mezzi, nuovi operatori che escogitano cose che stravolgono il mercato; con un tizio che c’ha na pensata sconvolgente e trova cosi il modo de tagliare i costi; de conseguenza se le altre compagnie vogliono continua a campare sono costrette a migliorarsi e adattarsi al cambiamento senno periscono; quindi, varazionalmente le tariffe si abbassano; la storia dell’informatica, dove c’e stata un po de liberalizzazione, sta li a dimostrarlo. Si tratta di selezione naturale, pura e semplice; ma la selezione deve avvenire non per via politica ma solo attraverso la volonta di chi sceglie o meno na scatola de fagioli all’altra.
Fino a pochi anni fa se pagava un canone fisso per avere la connessione ad internet; poi un giorno nasce tiscali e ti fa connettere senza fisso; da quel giorno tutte le compagnie hanno dovuto togliere il fisso; pensiamo ora al voip; presto la tecnologia voip farà un bel casino nella telefonia fissa, obbligando le aziende ad abbassare i costi.
Questa è l’unica via moralmente accettabile, e realmente efficace, ossia che i benifici per gli utenti provengano dalle trovate di nuovi soggetti/produttori che entrano in scena e non dalle regole immobili della politica.