Silvio Berlusconi: Sergio De Gregorio, Valter Lavitola e i milioni in nero

Ricapitoliamo i passaggi: Sergio De Gregorio nel 2006 viene eletto senatore nelle file dell'Italia dei Valori. La sua defezione è una delle cause che portano alla fine del governo Prodi e spianano la strada alla vittoria di Silvio Berlusconi nel 2008. Oggi per questo cambio di casacca sono indagati per corruzione e finanziamento illecito ai partiti Silvio Berlusconi, Sergio De Gregorio e Valter Lavitola.
I Pubblici Ministeri stanno cercando due milioni di euro in nero che sarebbero stati consegnati in nero all'ex senatore dipietrista. Questo denaro proverrebbe da "da società di capitali del Gruppo Berlusconi in via di individuazione concreta" e transitato "attraverso altre società anch'esse in via di individuazione" - probabilmente legate al faccendiere Lavitola.

Secondo La Stampa ci sarebbero cinque testimoni che confermano le confessioni di De Gregorio, mentre per il Cavaliere la storia non avrebbe senso "se avevo già versato a De Gregorio un milione con regolare contratto per finanziare il suo movimento di Italia all'estero, che motivo avrei avuto per pagare altri due milioni in nero? Ma vi pare che avrei potuto fare una stupidaggine del genere?".

Secondo il nostro ex-premier: "De Gregorio è andato dai nostri avversari a dire che era pressato, che i pm volevano da lui dichiarazioni contro di me, chiedendo aiuto" - che non gli sarebbe stato dato...

Sergio De Gregorio racconta un'altra storia... "Vuole sapere quando ho maturato la decisione di chiarire, raccontare, assumermi le mie responsabilità anche penali? Quando ho sognato mio padre che mi ha spronato a liberarmi dai miei fardelli, a diventare uomo libero per poter ricominciare".

Tra l'ex-senatore ed il Pdl i rapporti erano freddini anche se, secondo De Gregorio "ancora il 19 dicembre Verdini mi ha proposto la candidatura che io ho rifiutato chiedendo in cambio un posto blindato in lista per un giovane dirigente di Italiani nel Mondo"...

Come dice Prodi si tratta di "un episodio tristissimo e, se vero, un attentato alla democrazia". E finisce oltre la pagina dieci nei principali giornali...

 

Credit image by Getty Images

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