Groupon: gli sconti sono finiti?

Alzi la mano chi tra voi non ha mai fatto un acquisto su Groupon. Secondo una stima dell'Adoc si tratta almeno di un italiano su tre. Ma tra di loro, il 35% ha riscontrato dei problemi dopo l'ordine.

I problemi sono spesso legati ad un problema molto simile all'overbooking. Come racconta su un forum un'estetista "Ho richiesto 50 coupon ne hanno venduti 648". Una storia simile è successa ad una ristoratrice che si è vista piombare nel locale 450 persone. E' stato impossibile accontentarli tutti.

Dopo l'ultima trimestrale del leader di settore - ovvero Groupon - che ha registrato una perdita di 81,1 milioni di dollari (in aumento rispetto ai 65,4 dello stesso periodo dell'anno scorso), diversi analisti sono sempre più convinti che il settore rappresenti l'ennesima bolla destinata a sgonfiarsi in poco tempo.

I conti hanno provocato un crollo in borsa del 20% ed il siluramento del co-fondatore ed amministratore delegato Andrew Mason. Una mossa che è stata ben accolta dai media finanziari, anche se è chiaro a tutti il problema Groupon.

Il modello di business del settore appare fragile. Questo genere di network ha bisogno di una struttura di supporto di una certa dimensione - e pure aggressiva. Per questo Groupon finora ha avuto sempre ricavi in aumento, ma meno dei costi.

I dati dell’ultima trimestrale parlano chiaro: la società cresce in ricavi (+30%) ma non in profitto, perché spende più di quello che guadagna. Basti dire che i dipendenti della società nel giro di tre anni sono passati da 300 a 10.000. E poi sono nati altri siti concorrenti e Groupon ha perso potere di negoziazione.

Se si tratta solo di una crisi passeggera o qualcosa di più grave lo potrà dire solo il tempo...

 

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