Italia fuori dall’euro per uscire dalla crisi

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Alle ricette per uscire dalla crisi economica si aggiunge quella dell’ex ministro dell’industra del primo governo Prodi e del governo Ciampi secondo cui c’è una sola soluzione praticabile vista la congiuntura economica che attanaglia l’Europa da fine 2008 (che si aggiunge ora al clima da precipizio politico italiano). Il suo pensiero l’economista ed ex ministro Paolo Savona lo affida al settimanale Focus e può essere sintetizzato con poche parole: L’Italia deve uscire dall’euro. Abbandonare la moneta unica. Spiega Savona:

Se la politica europea non cambia abbiamo due possibilità di risollevarci: 20% di disoccupazione con l’euro oppure 20% di inflazione senza l’euro. Io preferisco la seconda variante.

Ma un ritorno alla vecchia divisa è fattibile? Non potrebbe provocare un crollo dell’intera eurozona? La “nuova” lira non nascerebbe troppo debole e soggetta a un’alta svalutazione?

Per Savona a impedirci il ritorno alla lira è solo e soltanto la paura di fare un salto nel buio:

un Paese serio deve avere un Piano B. Se questo non esiste, si è più deboli nelle trattative.

Ma l’economista non è il solo ad avanzare la proposta shock: una possibile uscita dell’Italia dalla moneta unica europea è paventata anche dall’Associazione degli esportatori tedeschi (Bga). Dice il presidente, Anton Boerner:

i Paesi del nord dovrebbero riflettere a porte chiuse sugli scenari di esecuzione, altrimenti gli italiani possono ricattarci con la minaccia di uscire dall’euro.

Boerner cita il dato secondo cui il 60% dei nostri concittadini si dice contrario all’attuale circolazione dell’euro. Massimo rispetto per questa opinione dice il manager che però chiede al governo tedesco di elaborare un piano di riserva, una via d’uscita, che prenda in considerazione il tracollo dell’eurozona a fronte di un abbandono della moneta unica da parte dell’Italia.

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