Elezioni politiche 2013: quanto ci sono costate

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Finora si è parlato delle recenti elezioni solo in termini di governabilità del paese, o di conta dei trombati eccellenti - anche se qualche impresentabile nel parlamento c’è rimasto… E se dovessimo tornare a votare? Prima di tutto bisognerebbe fare due conti su quanto ci costerebbe (prima però bisognerebbe almeno cambiare legge elettorale)…

In Italia ci sono complessivamente 61.597 sezioni elettorali - compresi 595 sezioni ospedaliere e 1.620 seggi speciali, più 3.290 seggi “volanti”. Il costo complessivo di ogni sezione è stato valutato in circa 6.000 euro.

La cifra comprende il materiale elettorale (dalle schede, alle matite), il compenso di presidente e scrutatori  - maggiorato per chi ha fatto anche le regionali, ovvero per Lombardia, Lazio e Molise -, e lo stipendio delle forze dell’ordine destinate alla sicurezza dei seggi - complessivamente si tratta di circa 60.000 persone suddivise tra polizia, carabinieri, finanzieri, forestali, vigili urbani…

Considerando che il presidente di seggio guadagna 187 euro per i suoi servizi - che aumentano fino a 224 se si è occupato anche delle regionali -, mentre lo scrutatore ne ricava 145 - che diventano 170 con le regionali. Alla fine l’esborso complessivo è stato valutato in 389 milioni di euro.

Ai costi che abbiamo detto bisogna aggiungere anche l’organizzazione tecnica (le schede votate fanno un lungo viaggio), il montaggio e lo smontaggio delle cabine, il montaggio dei tabelloni per la propaganda elettorale…

Visto lo stato delle casse pubbliche sarebbe meglio pensarci bene prima di ritornare al voto…

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