In Italia la famiglia costa di più!

Costi famiglia Avere famiglia in Italia non conviene! Un nucleo con 4 persone nel nostro paese paga infatti 1.750 euro di tasse, contro le 628 della Germania e le 52 della Francia.
I dati, riportati e commentati da Caterina Tartaglione, presidente del Sindacato delle famiglie, parlano chiaro: lo stato italiano sostiene la famiglia ma le politiche fiscali vanno in un'altra direzione.

Il fisco in formato famiglia
Prendendo ad esempio una famiglia composta da quattro persone, con coniuge e due figli a carico, e con un reddito annuo di 25 mila euro le tasse si aggirano intorno ai 1.750 euro di tasse, a differenza degli altri vicini europei (v. articolo).

Il bilancio familiare si appesantisce con la nascita del primo figlio: la coppia, che fino ad allora era senza bambini, si trova a dover far fronte ad un costo aggiuntivo di mantenimento per il neonato pari a quasi il 20% del bilancio familiare. Questo costo (che rimane più o meno lo stesso fino ai 6 anni di vita del bambino) nel caso ci sia un unico genitore, sale fino al 38,7%. Il costo di mantenimento del bambino fra i 6-13 anni e di un adolescente corrispondono rispettivamente al 32,6% e 35,8% del costo di un adulto.

"A parità di reddito chi non ha famiglia paga poco più di chi ha un carico familiare", sostiene la Tartaglione, che aggiunge come "le spese sostenute per il mantenimento dei figli sono spese che vanno a beneficio della società, perché il primo e principale contributo al bene comune risiede nella procreazione, nel mantenimento e nell'educazione delle nuove generazioni, senza le quali la società si estinguerebbe. Come si sa, l'Italia è afflitta dal deficit demografico molto più che dal deficit dei conti pubblici"

La famiglia in Europa
La Francia si conferma ancora una volta la nazione che eroga più risorse per la famiglia e per i figli dedicando il 12 per cento della spesa locale contro meno del 4 per cento dell'Italia. Forse non è un caso che anche le nascite siano numerose: 800 mila bebé, e due figli in media per donna. All'attenzione fiscale di oltr'alpe si somma l'attenzione al sostegno del lavoro femminile, "come pure per politiche in cui è tenuta in particolare considerazione il ciclo di vita delle persone: la crescita dei figli, specie nei primi anni di vita, la cura degli anziani e dei membri deboli della famiglia".

Le proposte
Il progetto di riforma proposto dal Forum delle famiglie si concentra sull'investimento nei servizi alla prima infanzia e sul potenziamento degli strumenti che rendano più agevoli e non penalizzanti uscite e rientri nel mondo del lavoro, la modulazione degli orari, l'accompagnamento di carriere, la formazione.

"Il Forum delle famiglie che chiede di poter dedurre dal reddito imponibile il minimo vitale annuo necessario per il mantenimento di ogni figlio e familiare a carico, calcolato intorno ai 7.500 euro all'anno", scrive la Tartaglione, che porta un esempio interessante: un lavoratore con un reddito di 25 mila euro, se ne spende 15 mila per mantenere due figli, beneficia di un risparmio di imposta di appena 1.000 euro". Se la stessa cifra viene però versata per sostenere un partito, il risparmio sale a 3 mila euro. "Questo perché i partiti sono considerati un bene sociale importante per un paese, mentre i figli sono considerati un fatto privato: li metti al mondo solo se te li puoi permettere, alla stregua di un bene voluttuario di lusso". Fra l'altro, i figli serviranno a mantenere la pensione dei single di oggi. "In Italia si può detrarre di tutto senza tetto di reddito: la rottamazione delle auto, dei motorini, la ristrutturazione delle case, la palestra e addirittura le mance date ai croupier dei casinò; non così per i familiari o per i figli, non riconosciuti come un bene per la nazione e un patrimonio comune".

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