Credit crunch, Confindustria: sbloccare i 48 miliardi di debiti della PA

La Pubblica amministrazione ha 48 miliardi di euro di debiti nei confronti di imprese e società. "Un comportamento che sfiora la disonestà” aveva detto nel marzo scorso il ministro Corrado Passera riferendosi al problema. Solo sbloccando quella somma, secondo Confindustria, il Paese potrà superare l’emergenza credito in cui è piombato.

I dati diffusi da Bankitalia stamattina sono impietosi, urgono misure urgenti. Secondo il centro studi dell'associazione degli industriali in questo periodo:

rischia di partire la terza ondata di credit-crunch, dopo quelle del 2007-2009 e quella del 2011-2012. Le banche sono sempre più selettive, i prestiti calano, i tassi salgono, molte imprese rinunciano a chiedere crediti. Un terzo delle aziende ha liquidità insufficiente e molte con progetti validi vanno in crisi per carenza di fondi. Così, anziché lasciare il posto a una timida ripresa, la recessione può di nuovo aggravarsi.

Va perciò interrotto:


il circolo vizioso: le banche sono caute nell'erogare prestiti per timore del contesto recessivo che fa crescere le perdite su crediti, erodendo il capitale; la scarsità di credito frena il recupero della domanda interna, anzi la affossa ulteriormente. Così i timori delle banche si autorealizzano.

La profezia che si autoavvera.


A pesare anche il funding gap bancario e i nuovi requisiti di Basilea con la conseguenza che rischiano di sparire imprese con attività operative positive.

Come si può intervenire allora?

serve uno shock di politica economica che punti all'obiettivo del ritorno alla crescita e restituisca ossigeno finanziario al sistema produttivo. Una misura che può sbloccare lo stallo del credito è il pagamento immediato alle imprese di 48 miliardi di euro di debiti commerciali della PA. Questa liquidità avrebbe positivi effetti a catena su tutto il circuito dei pagamenti e restituirebbe fiducia. Ripartirebbero i progetti di investimento accantonati, salirebbero i rating aziendali, favorendo l'erogazione di credito a tassi più bassi.

Confindustria plaude alle politiche della Banca centrale europea per la liquidità, nella convinzione che si può:


trovare il modo giusto di dare prestiti alle banche finalizzati a divenire credito alle PMI. Le misure varate in Italia (moratorie, Fondo di garanzia) vanno nella giusta direzione, ma non sono risolutive come il ritorno stabile dell'economia su un sentiero di alta crescita.

E soprattutto non aiutano quelle aziende costrette a chiudere bottega sotto il peso dei crediti che avanzano dalla Pubblica amministrazione, dallo Stato.


Foto @ TMNews

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