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Low cost di nome ma non di fatto!

Pubblicato: 05 mag 2008 da Dust

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Biglietti low-cost Viaggiare low-cost per molti non ha prezzo…Tra bagagli, carte di credito ed extra assicurativi il biglietto a pochi centesimi si trasforma in un biglietto high-cost. Fare i conti con i supplementi infatti non è sempre semplice, considerato il sovrapprezzo applicato a qualsiasi tipo di “optional”: dall’imbarco bagagli all’utilizzo della carta di credito, passando per gli snack, il check-in all’aeroporto o addirittura alle cuffie per la musica.

La conclusione è che non è tutt’oro quello che luccica, ossia le offerte reclamizzate non corrispondono all’esborso effettivo. Uno dei trucchi più utilizzato dalle compagnie per attirare clienti è quello della matrioska. La home page dei siti viene utilizzata come specchietto per allodole proponendo offerte commerciali vantaggiose, soggette a metamorfosi tariffarie durante il processo di prenotazione online.

Diverse le “spiacevoli” sorprese: spedire i bagagli può costare da 5 a 7 euro per il primo, e da 3 a 18 per gli altri. Spesso, poi, il limite di peso è 15 chili (contro i 20 delle compagnie tradizionali): chi lo passa paga dagli 8 ai 9 euro al chilo. Per non parlare di chi vuole coniugare vacanze e passione sportiva. Portarsi dietro una bicicletta costa più di 40 euro, una tavola da surf ne paga 30.

Le regole comunitarie

Nonostante l’indagine condotta dalla Commissione europea sui voli low cost in Europa e il rilevamento di pratiche “scorrette”, i vettori low-cost non sembrano aver aggiustato il tiro.
Più del 50% dei siti «e soprattutto quelli delle compagnie a basso costo», vendevano i biglietti aerei «in modo scorretto».

Altro trucchetto molto praticato è quello dell’abbinamento automatico del biglietto con un’assicurazione: se il viaggiatore non se ne accorge paga altri 10 euro di sovrapprezzo. Sui moduli online di EasyJet, MyAir, RyanAir, Vueling e Volareweb la casellina dell’assicurazione è già sbarrata. Si può rinunciare ma non sempre il percorso per farlo è lineare.

Scesi a terra, poi si devono fare i conti con la scelta degli aeroporti: le low cost usano quelli meno frequentati e più lontani dalle grandi città. Chi va a Barcellona deve sapere che Ryanair atterra a Girona, a circa 100 chilometri di distanza. A Londra i low cost si smistano negli aeroporti di Gatwick, Luton e Stansed tutti distanti più o meno 50 km dalla città. A Parigi, invece, i voli economici preferiscono atterrare a Beauvais che dista un’ora e un quarto dalla città (ma è raggiungibile con treno e metro). Muoversi in taxi può arrivare a costare cinquanta o sessanta euro: cioè più del prezzo del volo.

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1 commento

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  • ergovitz

    05 mag 2008 - 14:20 - #1
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    Up Down

    ah! a quanto pare qualcuno ha scoperto l’acqua calda!