Investire dopo le elezioni: i titoli di stato dei Piigs


Bisogna ammetterlo: le elezioni sono andate come sono andate, ma per una volta i mercati finanziari non si sono fatti prendere dal panico. Perché? Difficile dare una risposta definitiva... Forse le difese stabilite da Mario Draghi hanno allontanato l'attacco degli sciacalli...

C'è anche chi pensa che il mercato si trovi in una fase meno emotiva: chi opera al suo interno avrebbe comprese che non c'è alcuna convenienza a dismettere quando ci sono dei problemi: alla fine negli ultimi anni si è sempre trovata una soluzione che ha spinto verso l'alto i mercati e ha fatto digrignare i denti a chi aveva venduto...

Per questo, la reazione sui titoli pubblici italiani è stata meno accesa di quanto tutti avrebbero pensato qualche mese fa: il tasso dei BTp decennali è arrivato al 5% e poi si è attestato tra il 4,7 ed il 4,8%.

Ovviamente non bisogna pensare che sia scoppiata la bonaccia. Le economie europee si trovano comunque in grosse difficoltà e nei prossimi mesi arriveranno notizie peggiori delle previsioni sul deficit di alcuni paesi - la Spagna dovrebbe avere un deficit del 10%,  mentre Francia e Olanda potrebbero non riuscire a rispettare nei limiti stabiliti dall'Europa.

Per ora i mercati sono abbastanza convinti che alla fine l'Italia finisca per dotarsi di un governo filo-europeista - come è accaduto in Grecia - che porti avanti il lavoro iniziato da Mario Monti, oltre ad una Bce sempre più attiva a difesa dell'euro.

Un'ultima annotazione: il rischio di fiammate inflazionistiche viene considerato per ora un pericolo lontano. Nonostante le politiche monetarie espansive, l'andamento a macchia di leopardo dell'economia mondiale non dovrebbe accendere la dinamica dei prezzi.

 

Credit image by Getty Images

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