Elezioni politiche 2013: per la Cgia l'assenza di governo è un danno da 23 miliardi di euro

In questi giorni riesce difficile capire come questo parlamento possa riuscire ad esprimere un governo... I grillini non voteranno nessun governo e i democratici non vogliono governi con il Pdl. Sembra difficile uscirne con qualcosa in più di un pugno di mosche...

Quanto ci costerebbe tornare alle urne? Oltre ai 389 milioni di euro di una nuova consultazione, la Cgia di Mestre ha valutato quante altre cose ci costerebbero delle nuove elezioni. Con ogni probabilità non si riuscirebbe ad evitare l'aumento dell'Iva dal 21 al 22% previsto dal primo luglio (+ 2 miliardi di euro di imposte).

Senza ritocchi alla Tares si prevedono altri due miliardi in più di tasse. Bisogna poi considerare i crediti che le imprese private hanno verso la Pubblica Amministrazione e la riduzione del cuneo sul lavoro sia dalla parte dei dipendenti che verso le imprese...

Per queste due voci l'associazione di Mestre immagina un impegno governativo per sbloccare almeno una dozzina di miliardi di euro, più altri sei di sconto fiscale...

In totale quindi l'assenza di un accordo costerebbe ai cittadini italiani più di venti miliardi di euro. I nodi critici verrebbero al pettine a partire dal mese di giugno, quando i contribuenti saranno chiamati a pagare la prima rata dell'Imu, mentre a luglio toccherebbe alla prima rata della Tares ed all'aumento di un punto percentuale dell'Iva.

Come spiega il segretario dell'associazione Bortolussi "Se si considera che tra giugno e luglio è prevista anche l'autoliquidazione Irpef - che tra il saldo 2012 e l'acconto 2013 costerà ai contribuenti italiani 8,5 miliardi di euro circa non è da escludere che molte persone si troveranno in seria difficoltà ad onorare queste scadenze” Se si considera la stretta sui crediti operata dalle banche “è probabile che da questa situazione se ne avvantaggeranno solo gli usurai".

 

Credit image by Getty Images

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