L’alta cucina abbassa i prezzi a casa Vissani!

Cucina low-cost Chi l’ha detto che per gustare le raffinate composizioni culinarie di Vissani si debbano spendere dei capitali? L’alta cucina per tutte le tasche è di casa Vissani, sul Lago di Corbara, in quel di Civitella del Lago (Baschi).
Menù a 30 e 50 euro (anziché 155!) per primo secondo, dolce e calice di vino.

Ad accogliervi un ristorante di lusso con otto raffinate camere da 5 stelle e una cantina da 24 mila bottiglie. Si chiama «1'Ora Vissani» — a sottolineare che l'offerta vale solo un'ora, 60 minuti, dalle 13 alle 14 — la proposta del cuoco più famoso d'Italia per far provare la sua cucina anche a chi normalmente non frequenta locali stellati. Una rivoluzione. Partita in sordina. Gianfranco Vissani la sperimentava da 9 mesi, oggi lancia ufficialmente il low cost. Finora solo pochi fortunati avevano scoperto con passaparola o sul sito www.casavissani. it l'opportunità di assaggiarne i piatti al costo di una cena in pizzeria. Per un'ora nel mitizzato ristorante di Baschi — anche se soltanto a pranzo il martedì, venerdì e sabato — bastano 3 banconote da 10: primo, secondo, dolce e calice di Brunello incluso.

Ad affiancarsi al menù low-cost anche una degustazione di crudi organizzate da Luca Vissani — emergente erede — nella nuova Cantina Vissani, inaugurata dopo tre mesi di lavori: crudi di carne (a partire da 50 euro, vini esclusi) e di pesce, abbinati a grandi cru selezionati dalla sommelier Isabelle La Balme fra oltre mille etichette stivate in scaffali simili a scansie di un'antica erboristeria. Trenta e cinquanta euro, cifre contenute se si pensa che un piatto al ristorante di Vissani costa normalmente intorno ai 40 euro e che i menu degustazione sono a 100 e 155 euro (prezzi invariati dal 2000).

«All'inizio — spiega Vissani — la mie idea era di fare un pranzo per i poveri, regalando un piatto di pasta a chi non può permetterselo. Poi mio figlio mi ha convinto a fare l'Ora: in un periodo di crisi ho voluto dare anche ai gourmet che non hanno molti soldi l'opportunità di provare l'alta cucina e le migliori materie prime del territorio». E insiste: «È anche un modo di socializzare, si mangia tutti allo stesso tavolo. Eppoi non voglio più che la gente ci veda solo come un ristorante d'élite: oggi la nostra è una fetta di mercato a rischio, se non arrivano i turisti rimaniamo buggerati».

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