Crisi, aziende protestate: è record

Nel 2012 in Italia ci sono stati protesti nei confronti di 47mila imprese, un dato record, mai registrato prima. Il triste primato è indicativo dello stato di difficoltà della nostra economia e del nostro sistema di concessione del credito. I dati del Cerved, analizzati dall’Ansa, non lasciano spazio a dubbi: rispetto all’ultimo anno prima della recessione, il 2007, la percentuale di imprese protestate è cresciuta del 45%.

Il settore più colpito è quello delle costruzioni: il 3,4% delle imprese del ramo durante l’anno trascorso è stato oggetto di almeno un protesto di un assegno o di una cambiale, la percentuale di protesti si riduce all'1,8% nell'industria e all'1,7% nel settore terziario.

I protesti relativi ai ritardi nei pagamenti, ricorda il Cerved, spesso precedono il default, il fallimento. Secondo uno studio della della Camera di commercio di Monza e Brianza solo nei primi nove mesi del 2012 in Italia hanno dovuto chiudere i battenti oltre 76mila imprese, tra fallimenti e concordati preventivi.

Andando nel dettaglio dello studio del Cerved, che monitora oltre 2 milioni di imprese italiane, i ritardi gravi nei pagamenti verso i fornitori, cioè oltre i 60 giorni, sono sui livelli massimi: saldavano così il 5,7% delle imprese nel secondo trimestre del 2012, il 6,1% nel terzo trimestre del 2012, il 7,1% a fine anno. Con le aziende di grandi dimensioni che nonostante possano beneficiare di termini temporali più vantaggiosi in fattura, in un solo trimestre hanno fatto crescere l’ampio ritardo nel pagamento di 1,3 punti percentuali, dal 6,9% all’8,2%.  

Foto © Getty Images

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