Stipendio da badanti, quando la busta non paga!

Stipendi badanti Un esercito di 6 milioni e mezzo di over 70 necessitano di cure mediche ed attenzioni che si ricercano sempre più frequentemente oltre confine. Questa la conclusione dello studio svolto dall’Adoc con un sondaggio a campione e interviste tra le stesse badanti, sul fenomeno delle badanti in Italia che hanno raggiunto la cifra record quest’anno di circa 1.700.000, in gran parte provenienti dai paesi dell’est europeo (Ucraina, Polonia, Romania, Moldavia, Russia) ma anche da Filippine e Sud America.

Quanto ci si guadagna ad essere una badante? Lo Tra i 600 e i 900 euro, a seconda delle specializzazioni richieste, ma anche delle condizioni dell’anziano (più o meno autosufficiente), non molto se si considera che la maggior parte delle badanti (il 67%) sono diplomate e laureate, e il 45% svolgeva nei paesi di origine lavori qualificati (pagati in media 300 euro), lasciati per cercare di ottenere retribuzioni più soddisfacenti nel nostro Paese assistendo gli anziani.

Badanti in numeri
Le badanti regolarizzate sono solo 650.000. Su 1.050.000 famiglie che hanno badanti irregolari più della metà delle famiglie (il 58%) sarebbero disposte a regolarizzare la posizione se fosse possibile una sanatoria, anche pagando delle penali. Il 24% non lo farebbe solo per i costi troppo alti dei contributi da versare e la mancanza di incentivi statali, il 18% non è interessato al problema.

L’Adoc propone un sintetico vademecum per instaurare un corretto rapporto professionale con i lavoratori domestici:

1. Per ricercare una badante una famiglia può rivolgersi ad agenzie specializzate o verificare se nel proprio comune è presente un registro assistenti familiari, in cui sono segnalate le colf qualificate. In questo caso assicurarsi che la colf abbia effettivamente svolto il corso di formazione, come ad esempio avviene nel comune di Roma.
2. Al momento della richiesta specificare il tipo di collaborazione che si sta ricercando: attività per la casa o per la persona, facendo attenzione a chiarire particolari esigenze della persona da assistere o specifiche professionalità ricercate.
3. In caso l'assistente non alloggi in casa, fissare un orario di lavoro che non esuli dalle disposizioni di legge, ricordando che da marzo 2007 il numero delle ore massime che un lavoratore può fornire sono passate da 44 a 40.
4. Al momento dell'assunzione, il datore di lavoro deve verificare il possesso, da parte della colf, dei seguenti documenti: libretto di lavoro, tessera sanitaria aggiornata, stato di famiglia, codice fiscale, documento d'identità, eventuale numero di iscrizione all'INPS.
5. In caso l'assistente familiare alloggi presso la famiglia del datore di lavoro, questi deve notificare il fatto all'Anagrafe comunale entro 20 giorni.
6. In caso l'assistente familiare sia straniera, il datore di lavoro deve verificare il possesso del permesso di soggiorno, se l'assistente è extracomunitario, o della Carta di Soggiorno CEE se l'assistente è comunitario.
7. E' consigliabile, per il datore, stipulare un contratto di lavoro individuale basato sul CCNL per il Lavoro Domestico. Il documento deve contenere: la data di inizio del rapporto di lavoro, l'eventuale data di cessazione se è un contratto a termine, la categoria in cui viene assunta la badante e la sua anzianità di servizio, la durata del periodo di prova, l'orario di lavoro, il giorno di riposo settimanale se presta servizio a orario intero, le condizioni di vitto e alloggio.
8. Consultare le tabelle con i minimi retributivi indicate dall'art.33 del CCNL.
9. Il datore di lavoro ha l'obbligo di trasmettere la comunicazione al Centro per l'impiego, entro 24 ore dall'assunzione, per mezzo del modello C/Ass. Il datore può inoltre dedurre dall'imponibile l'ammontare dei contributi previdenziali versati all'INPS a favore dei collaboratori domestici.
10. Se vi è bisogno di ulteriori informazioni, sia per gli anziani e le famiglie, che per gli assistenti familiari, ci si può rivolgere ai Patronati, come ad esempio quello dell'ITAL.

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