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Mutui più leggeri con la rinegoziazione

Pubblicato: 22 mag 2008 da Dust

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Rinegoziazione Approvata all’unanimità dal Comitato Esecutivo dell’Abi la bozza di accordo tra il Ministero dell’Economia e l’Associazione Bancaria, introduce la rinegoziazione dei mutui a tasso variabile stipulati prima del primo gennaio 2007.

Cosa cambierà?
Le rate variabili dei mutui stipulati entro il 1° gennaio 2007 potranno diventare fisse mantenendo l’importo medio delle rate pagate nel 2006 ante aumento dei tassi d’interesse. Il sistema escogitato assomiglia ad un tipo di mutuo che già alcune banche offrono ai clienti: l’accordo permetterà di rinegoziare i contratti a tasso variabile stipulati a partire dal 2007, ma con una rata fissa «fuorimercato». Questo naturalmente non implicherà un abbassamento dell’importo dovuto alla banca ma un allungamento del periodo di rateizzazione. Una boccata d’ossigeno per le famiglie italiane che vedranno l’abbassamento della rata dopo il 90 esimo giorno dalla rinegoziazione.

Benefici e beneficiari
Le famiglie coinvolte secondo le stime dell’Abi si aggirano intorno all’1,25 milioni di unità, con un risparmio annuo di circa 850 euro (calcoli Abi effettuati su mutui ventennali da circa 80 mila euro).

La convenzione sarà firmata dal Tesoro e dall’associazione delle banche entro 30 giorni dall’entrata in vigore del decreto e potrebbe interessare più di un milione di famiglie.

“L’iniziativa - ha dichiarato Faissola- viene incontro a quelle famiglie che si sono trovate in difficoltà con il pagamento delle rate del mutuo dopo i rialzi dei tassi di interesse decisi dalla Bce dalla fine del 2005″. Ora “sarà possibile estendere ad una più ampia platea di famiglie l’opportunità di ricorrere alla rinegoziazione” dei mutui “con un’unica procedura, semplice e trasparente”.

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2 commenti

Commenti dei lettori

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  • Marcoooooooooo

    22 mag 2008 - 20:11 - #1
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    Up Down

    Scusate, ma qualcuno mi spiega il vantaggio? Praticamente ti offrono un’altro mutuo a durata variabile!!

    Io ho un mutuo a tasso variabile e la mia preoccupazione continua è: “Di quanto salirà questo mese la rata?”
    Se approfittasi di questà opportunità (?) la mia preoccupazione continua diventerebbe: “Ce la farò prima di morire a finire il mutuo?”

    E non ditemi che il mutuo potrebbe anche “accorciarsi” in seguito all’abbassamento dei tassi, perchè se così fosse mi tengo il mio mutuo a tasso variabile.

    Detto questo, secondo me la soluzione migliore è il mutuo a tasso fisso PURO (con durata fissa): il governo piuttosto che inventarsi queste pseudosoluzioni, dovrebbe OBBLIGARE le banche a non infrangere la legge (ndr. Decreto Bersani); se infatti questi strònzi della BNL al posto di fare la pubblicità adesso (CambiaMutuoBNL) mi avrebbero permesso il 4 luglio 2006 (data di emanazione del suddetto decreto) di passare al tasso fisso, oggi godrei dei vantaggi prospettati dal governo Berlusconi (tasso fisso prima dell’impennata dei tassi) ma non dovrei preoccuparmi della durata del mutuo.

    Come si dice dalle mie parti:
    Se tutto va bene siamo rovinati!!

  • cerde

    23 mag 2008 - 18:09 - #2
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    Up Down

    e aggiungo quanto segue a quel che dice marco:

    A quanto pare il governo ha fatto una cosa che dipinge come “aiuto alle famiglie”, ovvero ha rinegoziato (al posto vostro) il vostro mutuo. Solo che non ci ha fatto un grande affare.

    Quello che ha fatto il governo e’stato di dare alle famiglie la possibilita’ di trattare ai tassi di sconto del 2006 i mutui, a patto che diventino dei mutui a rata fissa (col tasso del 2006) ma lunghezza variabile.

    I mutui a lunghezza variabile sono sempre esistiti, e si fanno generalmente per cifre piccole, perche’ e’ piu’ facile poterli estinguere. Io ne feci uno anni fa per finanziare il mio tetto di casa, con una rata di un centinaio di euri/mese, che infatti ho estinto quest’anno. Per una semplice ragione: il vantaggio di quel mutuo e’ di avere una rata che non possa dare sorprese , ma lo svantaggio e’ che, al crescere dei tassi reali, il numero di mesi possa crescere enormemente.

    Il problema e’ il seguente: che se cresce il numero di rate, viene ricalcolato l’interesse. Cosa puo’ portare, questo, nella peggiore delle ipotesi?

    Nella peggiore delle ipotesi puo’ portarvi, come e’ ovvio, a pagare “e” volte la cifra di interessi che avreste pagato prima. “e” volte significa che fa 2,71828 18284 59045 23536 02874 71352 66249 77572 47093 69995 95749….

    In pratica, quello che fa il governo e’ trattare una rata uguale a quella pagata nel 2006, per poi dire che siccome i tassi sono cresciuti, allora il mutuo diventa a rata fissa ma la durata cambia.

    L’in-Q-lata non e’ cosi’ evidente, perche’ la successione neperiana inizia ad avvicinarsi ad e gia’ per numeri inferiori a quelli del numero di rate di un mutuo ventennale, ma vorrei far presente che passare da 2,5 a 2,6 significa averci perso un ca22o bel 4%, ovvero che alla fine del mutuo alla banca avrete pagato un bel 4% in piu’.

    Allora direte: si’, ma fissando la rata le famiglie non hanno piu’ sorprese, e anche un semplice abbassamento di rata e’ quanto di meglio un bilancio sofferente possa desiderare.

    Ni.

    Si’ perche’ ovviamente pagare meno fa piacere.Ni perche’ un allungamento del 4% del montante significa passare da 20 anni di mutuo a quasi 30. Il problema e’: supponiamo che abbiate fatto un mutuo a 30 anni, vabe’, andrete in pensione e lo chiuderete.

    Se lo avete fatto a 40 anni, sara’ difficile che a 70 lavoriate, e sarete dei pensionati che pagano un mutuo. La sorpresa per voi potrebbe essere la quantita’ di rate che potrebbero aggiungersi alla fine del vostro mutuo!

    Se posso dare un consiglio:

    Il tasso euribor e’ attorno al 3.2. Probabilmente, mano a mano che la tempesta subprime si affievolira’ perche’ i danni saranno noti leggendo i bilanci, e’ destinato a calare ancora. Lasciate il vostro tasso come variabile LEGATO all’ EURIBOR.
    Se e’ passato qualche anno da quando avete aperto il mutuo, la cifra capitale dovrebbe essere calata. Se rispalmate il mutuo sullo stesso numero di anni, la rata calera’. Avrete perso anni, e molta della cifra versata (perche’ le prime rate coprono la parte interessi), ma potreste avere , chiedendo un mutuo EURIBOR con uno spread decente, un calo considerevole della rata.
    Se siete in difficolta’, avrete probabilmente contratto altri debiti. La vostra banca lo vede in centrale dei rischi. Quello che potete fare e’ riaccendere un mutuo, per la stessa rata, per lo stesso numero di anni, perdendo la cifra pagata sinora ma chiudendo i debiti al consumo che avete aperto: ricordate che nel mondo del credito al consumo i tassi arrivano al 25% e non sono mai inferiori al 15%!!!!!
    In definitiva, la cosa migliore e’ di andare nella vostra banca, dicendo che volete consolidare il debito , facendo sparire il credito al consumo. Aprirete un altro mutuo “casa + liquidita’”, col quale chiuderete il vecchio mutuo e i debiti al consumo.(Agos, Findomestic, etc etc) .

    La banca sara’ piu’ tranquilla perche’ avra’ un cliente meno a rischio, migliorando il proprio tasso di rischio insolvenza, guadagnandoci in sede di riassicurazione, e voi potreste alleggerire di molto il bilancio domestico.

    Ma di certo, l’operazione di Berlusconi NON e’ un grande affare. Anche perche’ se volete proprio un mutuo a rata fissa e durata variabile, la banca ve lo dava gia’: come si dice a Bologna, a dare via il Q-lo in zona fiera i clienti li trovate sempre.