Rapporto Bes 2013: paese in difficoltà ma con grandi risorse

Abbiamo già scritto nei giorni scorsi del rapporto Bes 2013 per dire che 6,7 milioni di italiani si trovano in situazione di grave deprivazione. Ma in questo lavoro - portato avanti da Istat e Cnel - non c'è solo questo.

Siamo al debutto di un nuovo modello di benessere che andrà a integrare il prodotto interno lordo: il Benessere equo e solidale. Si tratta di un insieme di 134 indicatori messo a punto da Istat e Cnel che può rappresentare uno strumento importante - ci ricorda il presidente dell’Istat, Enrico Giovannini - per ”cambiare il dibattito pubblico e orientare meglio le scelte della politica".

Quale ritratto del paese viene tratteggiato da questo rapporto? Quello di uno paese che ha poca fiducia nel prossimo: solo il 20% di chi ha più di 14 anni (il 15,2% al Sud) pensa che gran parte della gente sia degna di fiducia - la media nell'Ocse è del 33%, mentre in paesi come Danimarca e Finlandia si arriva addirittura al 60%.

Questo dato fa pensare che la maggior parte degli italiani non si sentano sicuri e tutelati al di fuori delle reti di relazioni familiari e amicali. Questa sfiducia si allarga alle istituzioni nazionali e locali: dal 2,3 - su 10 - ai partiti politici, al 3,6 del Parlamento, il quattro delle amministrazioni locali , ed il quattro e mezzo circa del sistema giudiziario. Le sole "istituzioni" che si salvano sono i Vigili del Fuoco e le forze -  8,1 i primi e 6,5 i secondi.

Aumentano i Neet - si tratta dei ragazzi tra i 15 e i 29 anni che non studiano né lavorano:  tra il 2009 e il 2011 sono passati dal 19,5% al 22,7% della popolazione in quella fascia di età.

Dati negativi da associare a quelli sulla partecipazione politica: il 42,5% non partecipa in alcuna forma alla politica (nel 2011 era il 40,1%), e il 63,5% non parla né si informa di politica (era il 61,5% un anno prima).

 

  • shares
  • +1
  • Mail