ICI pagata? Arriva il rimborso

Rimborso ICI Dopo l’addio all’imposta comunale sugli immobili, più familiarmente ICI, sorgono i primi dubbi sulle modalità di rimborso.
L’abrogazione del balzello sulla prima casa è infatti seguito all’invio dei bollettini e in molti casi al saldo dell’imposta da parte di contribuenti “solleciti”. Per chi abbia già provveduto all’acconto c’è comunque la possibilità, tramite la presentazione di un’apposita istanza all'Ufficio tributario del Comune, di ottenere il rimborso.
La procedura è piuttosto semplice, basterà allegare all’istanza di rimborso il bollettino postale o il modello F24 che attesta il versamento.

Il meccanismo di compensazione
Va subito detto che ai contribuenti che hanno già corrisposto l’ICI sarà applicato un meccanismo di compensazione: deve, infatti, essere richiesto il rimborso tramite un'apposita istanza all'Ufficio tributi del comune. Non è necessaria alcuna marca da bollo, ma va allegato il bollettino postale o il modello F24 con cui si è provveduto al pagamento.

La domanda va presentata entro cinque anni dalla data di versamento dell'imposta, mentre il Comune entro 180 giorni provvederà alla restituzione della somma comprensiva degli interessi maturati dalla data del pagamento.
Si tratta, ad esempio, dei dipendenti e dei pensionati che hanno già consegnato il modello 730/2008, compilato in modo da consentire al sostituto d'imposta di trattenere parte del rimborso spettante per il mese di luglio e da destinare tale importo al pagamento dell'Ici.
Con tutta probabilità a molti contribuenti arriverà comunque a casa il bollettino di pagamento, visto che il processo è stato avviato prima dell'entrata in vigore del decreto legge di abrogazione. Nessun timore, è sufficiente stracciarlo.

Gli esenti
La misura fiscale, operativa già a partire dall'acconto di giugno, riguarderà circa 23 milioni di immobili, comprese le pertinenze come garage, cantine e soffitte. Resteranno invece escluse le ville, i castelli e le abitazioni di lusso accatastate nelle categorie A1, A8 e A9, per le quali continueranno comunque ad applicarsi le detrazioni vigenti.
Il costo dell'operazione è di circa 2.500 milioni di euro per ciascuno degli anni 2008, 2009, e 2010. Poi a decorrere dal 2011 si provvederà con la legge Finanziaria. Un fondo appositamente istituito presso il ministero degli Interni compenserà i Comuni per gli introiti persi con l'abolizione dell'imposta.

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