Caro libri: si apre il capitolo “class action”

Class action libri Sebbene non abbia ancora fatto il suo debutto ufficiale (previsto per legge il 1° luglio) la class action sta già riscaldando i motori in attesa dell’acclamata partenza. Il “terreno” della contesa sarà quello dei libri scolastici.

A lanciare l’iniziativa collettiva contro il caro libri è stata l’Adoc, che avrebbe incaricato lo studio legale Bin & Associati di Torino di seguire la prima di tre class action già pronte da tempo nel cassetto.

Obiettivo dell’azione legale collettiva saranno le case editrici che pubblicano libri di testo scolastici, colpevoli, secondo l’Adoc, di avre fatto cartello sui prezzi.
Il prezzo dei libri di scuola è infatti aumentato di anno in anno di una percentuale compresa tra il 10 e il 15%. Aumenti considerati ingiustificati a fronte di modifiche marginali tra un’edizione e l’altra.

L’indagine dell’Antitrust
«La class action, a cui potranno aderire migliaia di famiglie in Italia, prende il via da un’indagine dell’Antitrust iniziata nel settembre del 2007 proprio sulla scorta di alcune segnalazioni delle associazioni dei consumatori», spiega Silvia Cugini, responsabile piemontese dell’Adoc.

Durante l’accertamento infatti l’Antitrust aveva verificato alcune anomalie come la forte concentrazione del mercato. Quattro case editrici (nella fattispecie Rcs, Zanichelli, Le Monnier e Paravia Bruno Mondadori), rilevò l’Autorità garante del mercato, dominavano infatti il settore con una copertura di mercato del 60%. Una bella fetta considerato che nel 2005 il giro d’affari era calcolato in 669 milioni di euro. Ma il Garante aveva riscontrato anche difficoltà per i docenti (sono loro alla fine che decidono sull’adozione di un libro di testo o meno) di conoscere tutte le novità editoriali sulla piazza e confrontarle.

Indagine più approfondite hanno portato alla luce sospette «attività di coordinamento» tra le case editrici, che mantenevano i contatti all’interno dell’Aie, l’Associazione italiana editori. Nell’inchiesta, a cui hanno partecipato in 8 città campione anche le fiamme gialle, sono finiti nove grandi editori italiani: Casa Editrice Giuseppe Principato, De Agostini Edizioni Scolastiche, Edizioni Il Capitello, Edumond Le Monnier, Giunti Scuola, Pearson Paravia Bruno Mondadori, Rcs Libri, Sei e Zanichelli Editore.

La risposta degli editori
«A chiusura indagine, all’inizio del maggio scorso, non ci fu alcuna sanzione solo grazie agli impegni presi dalle case editrici per il futuro», spiega Fabrizio De Francesco, uno dei legali dello studio Bin che si sta occupando della causa. Sfruttando una possibilità concessa dalla normativa, tutte le case editrici coinvolte hanno presentato per iscritto degli impegni per gli anni a venire come la pubblicazione di libri di testo a prezzo «light», l’accesso gratuito per i docenti all’elenco dei libri di testo, materiali didattici innovativi e nuove tecnologie. Correttivi che all’Antitrust sono bastati per migliorare la competitività del mercato dei libri di testo scolastico, che ha così chiuso l’inchiesta senza multe. «Ma questo - spiega l’avvocato De Francesco - non vieta ai cittadini di far accertare da un giudice civile il danno patito negli anni passati e ottenere un risarcimento». Di qui l’idea della class action.

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