Stipendi: per fare un manager ci vogliono 1.000 operai

Lavoro e precariato Sempre più povera e caratterizzata da forti discriminazioni, l’Italia del nuovo millennio fotografata dal rapporto della Cgil scivola irrecuperabilmente sulla scala dei diritti.
Sarebbero almeno 2 milioni e mezzo le famiglie italiane (cioe' 7,5 milioni di persone) definite povere, mentre cresce continuamente il cosiddetto “popolo della terza settimana” che non riesce ad arrivare a fine mese, parola del "Rapporto sui diritti globali 2008".

Lavoratori da quarto stato
Alla congiuntura poco favorevole e ad un’inflazione galoppante si aggiunge la perdita di potere d'acquisto dei salari quantificata per circa 7.700 euro.

Il quadro non è negativo per tutti, se si considera che lo stipendio di 5 manager nel 2007 arrivava a 102 milioni di euro, ossia l’equivalente dello stipendio lordo in un anno ben 5mila operai.

A contribuire alla povertà tendenziale c'è anche il lavoro precario, che avrebbe superato nel corso del 2006, le assunzioni a tempo indeterminato. Sommando tutti i lavoratori impegnati con contratti precari, o se si vuole flessibili, si arriva, secondo il centro studi Ires, a una cifra compresa tra 3.200.000 e 3.900.000 persone; poco meno quelle che lavorano nel sommerso.

Indebitamento
Si riduce seppur di poco la crescita dell’indebitamento delle famiglie, sottolineano Abi e Bankitalia, che evidenziano come nel 2007 i prestiti erogati dagli istituti di credito abbiano superato i 367 miliardi di euro, in crescita dell' 8,7 per cento rispetto all'anno precedente.
I dati sembrerebbero confermare il rallentamento già evidenziato negli anni passati: nel 2006 la crescita era infatti stata del 10,4 per cento, nel 2005 del 13,8 per cento e nel 2004 del 15,4 per cento'.

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