Eco-mafia: fatturato criminale

Eco mafia Costituisce un quinto degli introiti delle mafie lo sfruttamento delle risorse ambientali per fini criminali.
I dati sono di fatto allarmanti se si considera che, come riportato dal rapporto Ecomafie 2008 di Legambiente, sono oltre 30mila i reati contro l'ambiente durante l'anno, 83 al giorno, più di 3 ogni ora.

Nel 2007 le “aziende” della malavita legate all’eco-mafia hanno fatturato una cifra che sfiora i 18 miliardi e 400 milioni di euro, 4,4 miliardi in meno rispetto al 2006.

Se si è dimostrata un’annata nera per i rifiuti e settore immobiliare illegale si è invece confermata la crescita tendenziale dei reati contro l’ambiente (27% rispetto all’anno precedente), giunti a quota 30.124, con all’attivo 22.069 denunce (9% in più) e 9.074 sequestri (più 19%). In salita anche gli incendi boschivi dolosi: si registrano 225mila ettari di boschi e foreste andate in fumo.

A guidare la classifica dell’illegalità ambientale è la Campania seguita dal Veneto che occupa il secondo posto per infrazioni al ciclo dei rifiuti. I dati segnalano che è scomparsa nel nulla una autentica montagna di rifiuti alta 1.970 metri, con la base di 3 ettari. «È necessaria una primavera di legalità in tutto il paese nel settore ambientale - scrive nel messaggio inviato a Legambiente il ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo - e che lo Stato, come sta accadendo in Campania, affronti con decisione gli interessi illeciti e mala-amministrazione su cui prosperano le eco-mafie».

Il business della spazzatura
Gli introiti maggiori delle ecomafie sono quelli provenienti dalla Rifiuti Spa, la holding del crimine che avvelena il territorio smaltendo illegalmente i rifiuti delle industrie: 4 miliardi e 500 milioni di euro. Se il business dei rifiuti perde 1,4 miliardi di euro per via dell'aumento dell'attività di prevenzione e repressione, non è da meno il settore dell’immobiliare illegale che ha realizzato 28mila case abusive registrando un calo di introiti di 136 milioni di euro.

La mafia mette le mani anche negli incendi, puntando al rimboschimento, nei furti d'acqua e di sabbia, nel settore agricolo e nel racket degli animali, importando cuccioli dall'Est per i combattimenti clandestini realizzando affari per circa 3 miliardi di euro. Oggi la mafia punta anche al business delle energie rinnovabili. Leggermente in calo il business dell'archeomafia: si scende da 1.212 casi del 2006 a 1.085 del 2007.

  • shares
  • +1
  • Mail