Lavoro in Europa: le 48 ore diventano flessibili

48 ore Deroga con riserva alle 48 ore lavorative. Le nuove regole “a maglie larghe” arrivano da Bruxelles che si pronuncia sugli orari lavorativi di tutta Europa alla ricerca di uno standard uniforme.
Il Compromesso storico tra i ministri del Welfare dei paesi dell’Unione dà un freno alle deroghe che possono essere praticate sulla settimana standard di 48 ore, riconosciuta da tutti i 27 stati membri.

Settimana lavorativa
Alcuni Stati, tra cui la Gran Bretagna, avevano ampie possibilità di deroghe (opt out), e varie aziende inglesi facevano firmare sistematicamente ai nuovi assunti una liberatora dagli obblighi della direttiva. Questa possibilità rimane, ma il lavoratore non potrà firmare più l'opt out nel primo mese di impiego, né potrà essere discriminato se si rifiuta di farlo.

Ci sarà la possibilità di ammettere le 60 e 65 ore settimanali, purché concordate tra datore di lavoro e dipendente (opt out), nel caso di professioni come quella del medico che prevedono ore di guardia e reperibilità. La deroga sarà praticabile solo nel caso in cui il periodo inattivo dei turni di guardia venga considerato orario di lavoro.

"L'Italia ha una normativa molto più avanzata, ma abbiamo dato il nostro appoggio per trovare un terreno comune di dialogo per progredire". I punti da migliorare, ad avviso di Martini, sottosegretario al Lavoro, salute e politiche sociali, sono quelli dei massimali (60-65 ore settimanali nel testo della direttiva), considerati "squilibrati", pericolosi per la "sicurezza sul lavoro" e contrari ad una "buona interrelazione tra vita privata e professionale". L'Italia, ha osservato Martini, si batterà anche per "vincolare le eccezioni ai massimali alla contrattazione collettiva", un punto che trova la decisa opposizione del Regno Unito. Al momento del voto in Consiglio, cinque ministri - quelli di Spagna, Belgio, Grecia, Ungheria e Cipro - si sono astenuti. Soddisfazione invece è stata espressa dalla Commissione europea. "Abbiamo creato maggiore sicurezza e migliori condizioni per i lavoratori, pur mantenendo la flessibilità di cui l'industria ha bisogno", ha detto il commissario Ue agli Affari sociali Vladimir Spidla.

Lavoratori interinali
L'altro testo approvato dai ministri del Welfare prevede invece che gli 8 milioni di lavoratori impiegati da agenzie interinali in Europa abbiano gli stessi diritti degli occupati a tempo indeterminato dal primo giorno di lavoro in termini di stipendio, congedo di maternità e permessi. Saranno però ammesse deroghe attraverso accordi tra le parti sociali nazionali e settoriali. Positivo il commento sui testi del ministro del Welfare Maurizio Sacconi, il quale ha ricordato «che l'Italia, insieme con il Lussemburgo, è il solo Paese dei 27 che ha sempre correttamente applicato la direttiva vigente sull'orario di lavoro, e che, dunque, si è sempre conformato alla giurisprudenza della Corte di Giustizia».

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