Pensione sempre più lontana per le donne

Pensione donne Riapre il cantiere previdenziale al governo. Diverse le novità allo studio delle camere che riguarderanno l’estensione del versamento del Tfr maturando dei lavoratori al fondo della Tesoreria alle imprese sotto i 50 dipendenti, l’abolizione del divieto di cumulo tra pensioni e redditi e l’eventuale graduale innalzamento dell'età pensionabile per le donne,.

Il progetto attualmente al vaglio dei tecnici del Welfare e della Ragioneria Generale dello Stato prevederebbe, per il pensionamento di vecchiaia delle donne, l'aumento dagli attuali 60 anni (e vent'anni di contribuzione) a 61, a partire dal primo gennaio 2009 per poi arrivare a 62 dal gennaio 2012. I risparmi stimati sarebbero abbastanza limitati nei primi due anni per poi lievitare nel 2011 e 2012.

Quanto si risparmia?
Stando alle simulazioni effettuate dai tecnici, la minore spesa pensionistica consentirebbe risparmi progressivi di anno in anno, con tagli nell’ordine di 200 milioni di euro nel 2009, di 500 milioni nel 2010, di 1 miliardo di euro nel 2011 per arrivare ad un miliardo e mezzo nel 2012. Resta fermo, invece, il trattamento per le pensioni di anzianità per le quali le donne continueranno a seguire la regola delle quote indicata nel protocollo del Welfare 2007.

Il Ministero del Lavoro smentisce tuttavia con un comunicato l’ipotesi di innalzamento dell'età pensionabile delle donne.

Il Tfr
Stando ai rumors il governo starebbe caldeggiando anche un cambiamento in merito al Tfr. I tecnici dei due ministeri sarebbero orientati ad estendere il versamento del trattamento di fine rapporto nel Fondo di Tesoreria anche alle imprese con più di 10 e meno di 50 dipendenti.

Si modificherebbe quindi quanto previsto dalla recente riforma secondo cui le aziende al di sotto dei 50 dipendenti potevano trattenere in azienda il trattamento di fine rapporto maturando dei lavoratori. Se la novità venisse approvata garantirebbe, stimano ancora i tecnici, almeno 3 mld nel 2009 e circa altrettanti nel 2010.

Confermata, infine, l'abolizione del divieto di cumulo tra redditi da lavoro (sia esso autonomo o legato a un nuovo contratto) e redditi da pensioni.

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