P.A.: consulenze a peso d’oro

Collaborazioni P.A. 1,323 miliardi di euro solo per le consulenze esterne. Questo il bilancio che emerge dai dati appena pubblicati online dall’indefesso ministro della Funzione Pubblica Brunetta. La trasparenza, non è mai troppa verrebbe da dire, soprattutto nel settore pubblico. Le spese sostenute in consulenze nel 2006 risulta una particolare “generosità” da parte di Regioni ed autonomie locali (cui compete oltre la metà dell’esborso) con oltre 741 milioni, nonchè Comuni con una spesa di 492 milioni.

L’argento per le spese in consulenze se lo conquista la Sanità, con quasi 225 milioni seguita a stretto giro di boa dall’Università con oltre 162 milioni. Bilanci alla mano, nella classifica delle regioni dalle mani bucate svetta il Lazio con 228 milioni, mentre si piazza ad un inaspettato secondo posto la Lombardia con 204 milioni, tallonata dall’efficiente Emilia-Romagna con 180 milioni.

A cosa sarebbero servite tutte queste consulenze? Principalmente ad una estesa zona grigia di «altre attività» (842 milioni) e ad «attività in materia di architettura e ingegneria» (282 milioni).

La lista delle collaborazioni è davvero estesa e comprende tutte le categorie professionali dai violinisti delle filarmoniche alle infermiere, e perfino agli «sportellisti», retribuiti con pochi euro…ma è davvero tutto indispensabile?

Tra i collaboratori illustri risultano infatti nomi come Matilde Simonetto, cui srebbero stati elargiti oltre 17 mila euro per la consulenza d’immagine al Cavaliere, senza parlare del contributo ad Achille Bonito Oliva, per tre consulenze da 110.600 euro (l’una) per la mostra Italy made in art, now (dev’essere stata un vero capolavoro), o del compenso di 7.580 euro elargito di buon grado ad Alain Elkann. Cosa dire invece dei 45 mila euro a Maria Grazia Toderi dal Comune di Milano per realizzare un’opera da inserire nella mostra a lei stessa dedicata (v. polisblog)

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