E’ sempre stata vissuta male la “gabella” da pagare ad ogni ricarica del cellulare. Sembra proprio una tassa, specie poi per chi ricarica sempre piccole cifre per non essere portato a consumare troppo.
La natura stessa del mercato italiano, con solo l’8% di abbonati, ingigantisce la dimensione del problema e soprattutto rende poco sostenibile il paragone con l’estero dove i costi di tal genere sembra non esistano.
Per cercare un giudice autonomo e super partes un utente italiano si è rivolto alla UE dalla quale ha ricevuto una risposta di cortesia che ringrazia e rimanda a futuri approfondimenti della anomalia italiana. Secondo me c’è poco da illudersi però costa poco anche sottoscrivere la petizione on line per l’abolizione dei costi fissi di ricarica.
In Italia comunque Wind e Tre, per certi tipi di sottoscrizione, già non fanno pagare nulla e quindi il problema toccherebbe prevalentemente Vodafone e Tim.
L’iniziativa qualche perplessità la solleva, l’approccio alla singola tariffa fa perdere la vista di insieme e rischia che l’abolizione di un costo porti alla crescita di un altro. Una visione più di sistema potrebbe sicuramente portare maggiori vantaggi ai consumatori.
Skrukkian
17 mag 2006 - 15:15 - #1Si a parte il fatto che Wind é già di per se stessa poco chiara su tariffe e costi delle telefonate. Avete provato a controllare quanto spendete?
Praticamente impossibile!
Luca M
18 mag 2006 - 11:30 - #2a me quello ke da più fastidio sono le false promozioni: ad esempio ero andato ad informarmi su wind 10 ke prometteva 10centesimi al minuto..ma se si legge, si scopre ke ci sono scatti ogni 30 secondi..quindi ho kiesto spiegazioni all’addetto e mi ha confermato ke i minuti sono di 30 secondi!!!! alla faccia della relatività :-D
onestamente credevo ke ogni 30 secondi scalassero 5 centesimi..ed invece no..ogni 30 secondi 10 cent..quindi alla fine da wind 10 è diventato wind 20 :-/
saluti