Sanità “in causa” per milioni di euro

Assicurazioni sanitàSpende 500 milioni di euro solo in assicurazioni la sanità italiana, per proteggersi dalla gragnola di cause che piovono ogni anno (30 mila circa). A guidare la triste classifica delle denunce è l’ortopedia con il 18,7% dei ricorsi giudiziari. Le nuove norme che il governo si appresta a presentare sul rischio clinico, ha spiegato il sottosegretario al Welfare Ferruccio Fazio, interverranno proprio per distinguere le responsabilità penali da quelle civili.

Sanità in “causa”
Gli esposti, secondo stime diffuse dalla federazione degli Ordini dei medici, sarebbero oltre 16 mila l'anno, mentre il Tribunale dei Diritti del Malato rivela che nel 2007 ha ricevuto 24.300 segnalazioni di errori medici o altri disservizi sanitari. L'Ania, che raggruppa il 91% delle compagnie, denuncia che in 10 anni il totale dei risarcimenti è raddoppiato, passando da 17 mila denuncie coperte da 35 milioni di euro di premi nel 1995 a 28.500 vertenze per 381 milioni di premi nel 2005.

Assicurazioni alle stelle
Logica conseguenza del crescente ricorso ad “armi” giudiziali” da parte di pazienti e famigliari è l’impennata dei premi assicurativi.
Tra i settori più a rischio dopo l'ortopedia troviamo l’oncologia (12.1%), la chirurgia generale (9.5%), la ginecologia e l’ostetricia (6.9%). I rimborsi più costosi riguardano invece i parti con invalidità (da 2 a 4.5 milioni di euro), la mancata diagnosi di tumori mortali (1 milione) e gravi danni ortopedici (400 mila euro). Secondo Cittadinanzattiva i costi sono alti anche per chi decide di intentare una causa, in termini di tempi e di spese: per una causa civile ci vogliono 10.000 Euro solo per il primo grado, e comporta una attesa di almeno dieci anni. Nel 90% dei casi il reato si prescrive a causa dei tempi.

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