Fitch secondo declassamento: adesso tocca alle banche italiane

Fitch qualche giorno fa - era l'8 marzo - aveva tagliato il rating dei titoli pubblici italiani. Oggi la sua scure si abbatte anche sulle banche italiane. L’agenzia di rating ha colpito il  rating a lungo termine di Intesa Sanpaolo e UniCredit da A- a BBB+ con outlook negativo.

Ovviamente l'agenzia di rating non si è fermata qui, ha colpito anche Agos Ducato e Banca Nazionale del Lavoro, passate da A ad A- (pure loro con outlook negativo). Sono stati invece confermati i rating per due banche che hanno evidenziato più di un problema, ovvero  Monte dei Paschi di Siena e Banco Popolare - che negli ultimi giorni ha dichiarato di aver registrato, nel quarto trimestre dello scorso anno, una perdita netta di 890 milioni di euro.

L'agenzia di rating ha confermato per i due istituti di credito il giudizio BBB, ma con outlook  passato da stabile a negativo. Secondo Fitch: il declassamento riflette “l'impatto diretto del calo del rating dell'Italia”.

Come spiegano diversi analisti finanziari, la mossa dell'agenzia di rating era attesa, anche perché così facendo, il giudizio di Fitch su Intesa e UniCredit si è allineato a quello di Standard & Poor’s.

Anche se la mossa è attesa, l'impatto non è stato positivo: Intesa Sanpaolo sta scendendo del 2,83%, Unicredit perde il 4,34%, Banco Popolare il 3,59%, e infine il Monte dei Paschi di Siena il 2,35%...

Sui segni meno di tutte le banche presenti nel listino italiano, più che il downgrade di Fitch, pesano le notizie arrivate in questi due giorni, ovvero il complicato salvataggio finanziario di Cipro e le stime sulle necessità di capitali delle banche europee...

 

Credit image by Getty Images

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